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Le lavoratrici e i lavoratori hanno approvato con il 93,1 per cento di sì l’ipotesi di accordo per il rinnovo del ccnl Federmeccanica-Assistal sottoscritta il 22 novembre 2025. Questo l’esito della consultazione certificata, indetta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil dopo una campagna informativa durata oltre due mesi con 7.549 assemblee nei luoghi di lavoro.
La consultazione ha visto un’ampia partecipazione al voto, superiore a quella registrata in ingresso con il voto sulla piattaforma rivendicativa come numero sia di assemblee sia di lavoratrici e lavoratori coinvolti al voto. In particolare, le assemblee hanno coinvolto al voto 852.196 dipendenti e hanno partecipato al voto in 464.287. I voti favorevoli sono stati 427.898 (31.554 quelli contrari, 4.286 le schede bianche e 1.080 quelle nulle). Sulla base dell’esito del voto, i sindacati ora scioglieranno la riserva e daranno piena validità all’accordo di rinnovo.
De Palma, Fiom:”Ora rilanciare il lavoro industriale”
“Le lavoratrici e i lavoratori con il proprio voto hanno ‘firmato’ il rinnovo del contratto nazionale dopo 40 ore di sciopero, un anno e cinque mesi di trattativa e un referendum di oltre due mesi per fare più assemblee possibili, con un aumento significativo rispetto alla consultazione del precedente contratto”, commenta il segretario generale Fiom Cgil Michele De Palma: “Una straordinaria partecipazione democratica resa possibile dalle rappresentanti e dai rappresentanti dei lavoratori insieme a Fiom, Fim e Uilm che ringrazio per il lavoro realizzato”.
De Palma rileva che “il ccnl è sotto attacco, c’è chi vorrebbe cancellarlo per indebolire e dividere chi lavora. Per i lavoratori dell’industria e delle istallazioni è insostituibile: per la tutela dei diritti dei lavoratori e l'aumento del potere d'acquisto del salario, per sviluppare il lavoro industriale e un’economia sana”.
La struttura contrattuale del ccnl “sul salario, con gli aumenti oltre l'inflazione e la clausola di salvaguardia, le norme di contrasto alla precarietà con stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato e in staff leasing, il miglioramento delle condizioni normative in merito alla salute e sicurezza, ai diritti di informazione, alle pari opportunità e al contrasto della violenza contro le donne, è sempre più parte della coscienza e consapevolezza contrattuale di chi lavora”.
Il leader sindacale evidenzia che ora “è necessario affrontare una nuova realtà determinata dal crollo della globalizzazione e al ritorno del protezionismo, alle guerre, all’attacco ai diritti del lavoro e sindacali, allo Stato sociale. È necessario affrontare un ‘mondo’ diverso da quello che ha dato origine al ‘patto per la fabbrica’. Per chi rappresenta i lavoratori l’obiettivo di aumentare salari, l’occupazione e programmare investimenti pubblici e privati contro la desertificazione industriale è una condizione essenziale”.
Il rinnovo del ccnl dell’industria metalmeccanica e delle istallazioni è dunque un “segnale importante verso il governo e il Parlamento, cui chiediamo di cancellare le norme che rendono illegale scioperare e manifestare. Senza gli scioperi e le manifestazioni il Paese avrebbe un milione e 700 mila lavoratrici e lavoratori in più senza contratto nazionale. Per questo auspichiamo che non ci siano conseguenze penali per la manifestazione del 20 giugno a Bologna”.
De Palma sottolinea che “i metalmeccanici hanno fatto e continueranno a fare la propria parte, ma ora siano governo e Parlamento a fare la propria: è ora di ridurre la tassazione sul lavoro dipendente, sostenere la riduzione dell’orario di lavoro, compiere reali scelte di politica industriale e investimenti, garantire un prezzo dell’energia equo, contrattare e risolvere le crisi dei principali settori quali la siderurgia e l'automotive, salvaguardando l'occupazione e il reddito dei lavoratori è necessario per un Paese del G7”.
Il segretario generale Fiom così conclude: “È ora che ci si renda conto che senza impiegati, tecnici e operai dell’industria il nostro Paese non avrebbe una reale capacità di futuro. Per queste ragioni siamo e saremo impegnati per contrattare la difesa e la promozione dell’occupazione e l’allargamento della platea delle lavoratrici e dei lavoratori a cui si applica la contrattazione di secondo livello. Andare avanti è l’unica strada possibile”.

























