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È partita questa mattina a Milano la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore conciario. Al tavolo si sono incontrate le delegazioni di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle Segreterie nazionali, e i rappresentanti di Unic, Unione Nazionale Industria Conciaria. Il contratto è scaduto il 30 giugno 2026 e interessa un comparto che in Italia conta più di 17 mila lavoratori e lavoratrici, distribuiti in quasi 900 imprese.
La piattaforma rivendicativa presentata dalle organizzazioni sindacali punta sia al recupero del potere d’acquisto dei salari sia a una trasformazione complessiva delle condizioni di lavoro. Per il triennio 2026-29, la richiesta economica è di un aumento medio complessivo di 230 euro mensili al livello D2.
Salari, formazione e sicurezza al centro della piattaforma
La parte economica rappresenta uno dei nodi principali della trattativa. Dopo anni segnati dall’aumento del costo della vita, i sindacati chiedono di intervenire sui salari per recuperare il potere d’acquisto perso dai lavoratori. Ma il rinnovo non riguarda soltanto la parte economica: la piattaforma affronta anche i cambiamenti che stanno interessando il settore della concia e le competenze necessarie per accompagnarli.
Tra le richieste ci sono infatti formazione e riqualificazione delle maestranze, insieme alla revisione del sistema classificatorio. L’obiettivo è adeguare il contratto all’evoluzione delle professionalità e dei processi produttivi, valorizzando le competenze acquisite dai lavoratori e accompagnando le trasformazioni dell’industria conciaria.
Un altro capitolo riguarda l’organizzazione del lavoro e la necessità di trovare un maggiore equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro. Nella piattaforma trovano inoltre spazio salute e sicurezza, relazioni industriali e il rafforzamento dell’Osservatorio bilaterale, al quale i sindacati chiedono di attribuire anche strumenti e contenuti di carattere economico.
Un settore chiamato a cambiare
La trattativa si apre in una fase nella quale anche la filiera conciaria è chiamata ad affrontare trasformazioni industriali, ambientali e tecnologiche. Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil il nuovo contratto dovrà quindi essere uno strumento per governare questi cambiamenti, evitando che la modernizzazione si traduca in un peggioramento delle condizioni di lavoro o della qualità dell’occupazione.
“Siamo pronti ad affrontare un rinnovo contrattuale che proietti la filiera verso un modello industriale moderno, sicuro e socialmente responsabile”, hanno dichiarato i segretari nazionali di Filctem, Femca e Uiltec, Sonia Tosoni, Erminio Sciore e Livia Raffaglio.
La sfida, spiegano i sindacati, è tenere insieme innovazione industriale e qualità del lavoro. “Un contratto nazionale - hanno concluso - che accompagni la trasformazione del settore garantendo la buona e qualificata occupazione”.






















