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Le ultime notizie sono catastrofiche, come ormai accade spesso quando si parla di clima. Il Pianeta, davanti a un El Niño di proporzioni gigantesche, è in pericolo. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha avvisato: “La scienza non lascia spazio a dubbi. La Terra si trova in acque inesplorate, e quelle acque si stanno riscaldando. Le temperature continuano a salire e il mondo si trova nella zona di pericolo delle condizioni meteorologiche estreme”.
Intanto l'istituto per la bioeconomia del Cnr ha accertato che l'estate 2026 è stata la più calda in Italia dal 1950 e ha battuto il record dell'estate 2003: 24,3°C a due metri dal suolo, contro la media di 23,6 °C di 13 anni fa.
“L’Onu ha dichiarato anche altro - precisa Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr -. Nel suo ultimo rapporto l’Unep (programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ndr) afferma esplicitamente che il mondo supererà inevitabilmente gli 1,5 gradi di riscaldamento globale rispetto all’epoca preindustriale”.
Che cosa vuol dire, Pasini?
Che la soglia che la comunità internazionale si era data nella Conferenza di Parigi sul clima del 2015 sarà superata da qui alla fine del secolo. E che finché il clima non partirà per la tangente, sappiamo che cosa potrà accadere rimanendo entro i 2 gradi. Se con molta probabilità arriveremo a 1,8°C come dice l’Unep, poi non potremo tornare indietro, sarebbe irrealistico.
Cos’è questo super El Niño di cui si parla tanto?
È un’oscillazione del sistema clima che riguarda l’interazione tra oceano e atmosfera. La manifestazione più grande è il riscaldamento delle acque del Pacifico tropicale: ha una fase calda, El Niño appunto, e una fredda, la Niña, e poi una fase neutra. Come se fossimo su scala mobile, quando c’è El Niño la temperatura sale di un gradino, quando c’è La Niña, scende di un gradino. Il problema è che l’aumento delle temperature di origine antropica si va a sovrapporre a questo trend. Ci sono studi che analizzano come questo fenomeno naturale e la potenza degli eventi connessi possano essere influenzati dal riscaldamento globale.
Cosa comporteranno queste anomalie?
Avranno influssi diretti particolarmente forti su alcuni Paesi, in particolare Australia e Indonesia, dove sono previsti grandi ondate di calore e siccità, mentre sulle coste dell’America meridionale sono previste piogge forti e alluvioni. Ma El Niño influenza il clima a livello globale anche in maniera indiretta. Per quanto riguarda Europa, Italia e Mediterraneo potrebbe modificare l’autunno e l’inverno ma è difficile oggi fare previsioni certe. Ma in questo mondo globalizzato non c’è bisogno che un territorio subisca impatti diretti del riscaldamento globale.
In che senso?
Il nostro è un mondo globalizzato, quello che succede in una parte del Pianeta influenza anche l’altra parte da tanti punti di vista, economico, sociale, politico. Per esempio qualsiasi conseguenza sul Sud America si ripercuoterà sulle nostre importazioni che non saranno più disponibili o costeranno molto di più. La siccità in un territorio potrà spingere le persone a migrare. E così via.
Ci tolga un dubbio, Pasini. Cos’è davvero in pericolo? La vita sulla Terra o la vita dell’uomo sulla Terra?
Il riscaldamento globale e le sue conseguenze minacciano la vita dell’uomo e di buona parte della biosfera. Ma il Pianeta ha una capacità di adattamento pazzesca e una variabilità genetica enorme. Quindi anche in caso di conflitto nucleare totale, se pure non ci fossimo più e dovessero sopravvivere solo gli scarafaggi, da lì potrebbe partire una nuova specie evolutiva. Quindi sono in pericolo gli homo sapiens, naturalmente da qui alla nostra estinzione ce ne passa. Certo quello che ci attende sono sommovimenti migratori, turbolenze, effetto serra, effetto guerra, una vita più difficile, conflittuale, con più poveri.
Nonostante tutte queste certezze e conferme, però, la propaganda dei negazionisti dilaga e la scienza non viene ascoltata.
Come comunità scientifica siamo a disposizione dei politici ma finora non ci hanno dato ascolto. In vista della campagna elettorale, dobbiamo agire affinché i partiti mettano la lotta ai cambiamenti climatici ai primi posti dei loro programmi. Mentre l’Europa arretra sul Green Deal in modo preoccupante, non c’è solo un problema di energie pulite, ma anche di sicurezza energetica.
Questo è un altro punto importante, vero?
Sì. Mi domando perché continuiamo a essere dipendenti da Paesi che sono inaffidabili. Siamo voluti diventare un hub del gas e ne stiamo pagando le conseguenze: compriamo il Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) dagli Usa a prezzi esorbitanti e stiamo cercando di acquistarlo anche da altri Paesi, continuando ad aggravare la nostra dipendenza dalle fossili. Ma insomma il nostro Ministero che è diventato della Sicurezza energetica quale sicurezza ci sta garantendo?






















