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“È un fatto importante che la Regione Lazio abbia prorogato fino al 30 settembre l’ordinanza per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori esposti al caldo, come avevamo sollecitato nei giorni scorsi. Il provvedimento estende dal 16 al 30 settembre, su tutto il territorio regionale, le misure già previste dall’ordinanza di maggio e dalla successiva integrazione di luglio”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e Lazio.
“Resta quindi in vigore – spiega la nota – il divieto di lavoro dalle 12.30 alle 16 nelle giornate classificate ad alto rischio da Worklimate per chi opera in agricoltura e nel florovivaismo, compresa la manutenzione del verde, nei cantieri edili e stradali, nelle cave, nella logistica di piazzale e nelle consegne urbane effettuate con biciclette o mezzi a motore a due ruote. Ci aspettiamo che vengano rafforzati i controlli affinché sia garantita continuità alle tutele in una fase dell’anno in cui persistono temperature elevate e superiori alla media stagionale e resta alto il rischio di stress termico e colpi di calore per chi lavora all’aperto o esposto a temperature elevate”.
“Dopo un’estate in cui ben oltre la maggioranza delle giornate è stata classificata ad alto rischio, è sempre più evidente che il caldo estremo non può essere affrontato soltanto come un’emergenza temporanea – sottolinea il sindacato –. Ora ci aspettiamo che riprenda il confronto tra parti sociali e Regione per costruire tutele strutturali e valutare ulteriori proroghe in base al clima. Servono misure più ampie, capaci di coinvolgere anche i settori ancora esclusi, controlli efficaci e adeguati strumenti di sostegno al reddito, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra il proprio salario e la propria salute”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.
Di Cola
Soddisfatto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio che parla di un risultato raggiunto grazie all’azione della Cgil per dare continuità alle tutele per chi lavora all’aperto ed esposto alle alte temperature. “Sappiamo che non basta – scrive sui propri profili social –. Negli ultimi tre anni siamo passati dalle ondate di calore a un vero e proprio tsunami che continua a stremare le persone sia a lavoro, che a casa”.
E parla di un incontro che si svolgerà la prossima settimana tra Cgil, Flc e Regione Lazio in merito alle alte temperature negli edifici scolastici. “Ribadiremo la necessità di riprendere un confronto approfondito per uscire dall’approccio emergenziale, costruire misure strutturali e reperire le risorse necessarie per la loro attuazione. Sappiamo che su questi temi la Regione Lazio è sensibile, ma da sola non basta. Il governo – scrive Di Cola – non può continuare a negare il cambiamento climatico e restare immobile mentre le lavoratrici e i lavoratori soffrono. Le aziende devono cambiare un modello di fare impresa che usura le persone, e ne mette a rischio la salute e la vita, per il profitto ad ogni costo”.
























