Vogliamo arrivare all'accordo con Confindustria sulla rappresentanza “in tempi molto rapidi, entro settembre o ottobre”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel confronto con il presidente di Confindustria Emanuele Orsini che si è svolto alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia.

Un confronto franco e aperto nel quale Orsini ha ribadito l’importanza di lavorare insieme alla Cgil su questo tema, ma non solo: "Insieme dobbiamo parlare di crescita. Confindustria ha il 94% tra contratti non scaduti e contratti rinnovati. È ovvio che sul fronte salariale si può fare sempre meglio. Ma voglio anche ricordare che a parità di mansione l'industria oggi paga un 30-34% in più confronto all'artigianato o ad altre categorie".

Quanto alla rappresentanza, il presidente di Confindustria ha sottolineato “stiamo lavorando insieme già da due anni. Da quando ci siamo insediati con Confindustria stiamo lavorando sul tema della rappresentanza che credo che sia importante".

Sia Landini sia Orsini hanno poi convenuto sul fatto che in Italia il costo dell’energia è troppo alto, anzi, ha detto Orsini, “è diventato insostenibile, bisogna abbassarlo, paghiamo l'energia a 240 euro al megawattora mentre la Spagna 60 euro al megawattora e quindi come possiamo essere competitivi”?

E ancora: “Se riuscissimo a mettere a terra solo l'energia rinnovabile sarebbe già utile, ha aggiunto, denunciando che “alcune Regioni sono indietro”. “Con alcuni sindaci non riusciamo a mettere a terra le rinnovabili”, ha detto.

D’accordo Landini: “In Italia e in Europa abbiamo avuto il problema dell'energia quando è scoppiata la guerra tra Stati Uniti e Iran, prima il problema non c'era”. La guerra “si sta facendo sull'energia, quando Trump blocca Hormuz sapendo che tanto di quel petrolio non va negli Usa ma in Cina, è chiaro che ha un obiettivo molto preciso: fermare la competizione che sta facendo Pechino”, ha aggiunto.

Le guerre, ha detto il leader della Cgil si fanno dove c’è petrolio, è dunque fondamentale cambiare un modello di sviluppo novecentesco fondato su petrolio e gas, in favore di un modello in cui “l’industria e la manifattura sono ‘costruite’ sulle energie rinnovabili”. Non è una questione semplice, ovviamente, “ma se non facciamo questa discussione, lasciamo decidere quelli che con il petrolio e con il gas comandano nel mondo”.

In una situazione di guerra globale che sta producendo conseguenze pericolosissime anche sull’economia: “È una follia spendere 24 miliardi per il riarmo. Penso che si dovrebbe fare una battaglia per l'Europa tutti insieme, come si è fatto con il Covid', ha detto Landini.