Dopo una trattativa articolata e complessa è arrivata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del coontratto nazionale Legno arredo industria, sottoscritta oggi (3 settembre) da FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Federlegno. Il contratto interessa oltre 190 mila lavoratrici e lavoratori del settore.

Il confronto si è sviluppato in un quadro segnato dalle difficoltà aperte nel 2022, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza dei mercati e da una fase di sostanziale rallentamento della trattativa. L’intesa interviene quindi non soltanto sul salario, ma anche sui diritti, sulla sicurezza, sul welfare e sul sistema delle relazioni industriali.

Salari, 134 euro certi sui minimi

Sul piano salariale, il rinnovo introduce 134 euro di aumento certo sui minimi contrattuali, al parametro 134 (area specializzata AS1). L’incremento arriverà in due tranche: 95 euro da settembre 2026 e altri 39 euro da gennaio 2027. Si tratta di un aumento complessivo di circa l’8,2% sulla paga base minima del parametro di riferimento.

A questi 134 euro si aggiunge il meccanismo di recupero dell’inflazione previsto dal contratto attraverso l’IPCA reale, non depurata dai costi energetici. Gli adeguamenti sono previsti a gennaio 2027 e gennaio 2028 e, sulla base delle stime attuali, valgono rispettivamente circa 2,4% e 2,6%. La cifra finale dipenderà quindi dall’andamento effettivo dell’inflazione.

Il risultato è che, considerando sia gli aumenti già garantiti sia le successive quote di recupero inflattivo, l’incremento salariale complessivo è stimato in oltre 250 euro al parametro AS1. Un sistema che punta dunque a combinare una crescita certa dei minimi con un meccanismo automatico di tutela del potere d’acquisto.

Più sicurezza nei luoghi di lavoro

Una parte consistente del rinnovo riguarda la sicurezza. Tra le novità c’è il rafforzamento della rappresentanza dei lavoratori: nelle aziende con più di 120 dipendenti gli Rls passano da uno a due.

Nel contratto entrano inoltre le tutele previste dal protocollo calore e nuove procedure per la gestione dei mancati infortuni. L'obiettivo è intervenire non soltanto dopo che un incidente si è verificato, ma rafforzare gli strumenti di prevenzione.

L’intesa prevede anche interventi su appalti e legalità lungo la filiera, con l’intento di rafforzare il sistema di tutele in un settore caratterizzato da filiere produttive articolate.

Congedi, malattie gravi e violenza di genere

Sul piano normativo vengono introdotti o rafforzati diversi strumenti di tutela. L’ipotesi interviene su congedi, permessi e malattie gravi, mentre viene inserito anche un protocollo dedicato alle violenze di genere, con un approccio orientato non soltanto alla sensibilizzazione ma anche alla costruzione di strumenti contrattuali di tutela.

Tra gli interventi previsti c’è inoltre l’aggiornamento dell’Osservatorio Bilaterale Legno e l’avvio di un gruppo di lavoro sull’inquadramento professionale, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione delle professionalità del comparto.

Il passaggio automatico di livello

Un altro risultato considerato particolarmente significativo dalle organizzazioni sindacali riguarda la classificazione professionale. L’ipotesi prevede il passaggio automatico dal livello AE1 al livello AE2, con i primi effetti a partire da giugno 2027 e, successivamente, da gennaio 2028.

Il meccanismo interesserà progressivamente tutti i lavoratori interessati e introduce nel sistema di classificazione un principio di crescita professionale legato alla permanenza prolungata nel livello di ingresso.

Welfare e maggiorazioni

Novità anche sul welfare contrattuale. Per la previdenza complementare viene rafforzato il ruolo del Fondo Arco, con un incremento dello 0,10% da gennaio 2027 e di un ulteriore 0,20% da gennaio 2028.

Per la sanità integrativa, attraverso il Fondo Altea, è previsto invece un incremento del piano di 3 euro a partire da gennaio, interamente a carico delle imprese.

L’ipotesi interviene anche sulle maggiorazioni: aumentano le percentuali previste per il lavoro straordinario, notturno e festivo, vengono rafforzati gli scatti di anzianità e viene riconosciuta una una tantum per i mesi di carenza contrattuale.

La firma dell’ipotesi non chiude però l’iter contrattuale. Ora il testo dovrà essere sottoposto alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori, chiamati a esprimersi sull’accordo raggiunto dalle organizzazioni sindacali e da Federlegno.

Di Franco: “Risposte concrete”

“La firma della ipotesi di accordo conferma un modello contrattuale capace di dare risposte concrete a lavoratrici e lavoratori, alle cui assemblee spetta ora di esprimersi - afferma il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco -. Gli aumenti sui minimi significativi incidono sul recupero del potere di acquisto dei salari e si combinano a elementi innovativi altrettanto redistributivi”.

“Un impegno - conclude - che conferma il valore delle relazioni industriali e l’importante ruolo dei Ccnl firmati da chi rappresenta davvero lavoratori e imprese. Questo modello meriterebbe di essere sostenuto anche da una legge sulla rappresentanza e da criteri premianti negli appalti pubblici per chi applica questi contratti, se il governo avesse come priorità la lotta al dumping e la tutela di filiere produttive strategiche per il paese”.