A Fontanellato, nel Parmense, arriva un primo risultato nella vertenza di Flo S.p.a., azienda specializzata nella produzione di stoviglie e altri articoli monouso. Dopo il piano di ristrutturazione annunciato dall’azienda nei mesi scorsi e che prevedeva il licenziamento di 15 dipendenti, è stato sottoscritto al ministero del Lavoro l’accordo per l’attivazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria per il reparto del Riconfezionamento.

L’intesa rappresenta un primo passo per mettere in sicurezza i lavoratori coinvolti e, soprattutto, per guadagnare tempo nella ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti. Nel documento sottoscritto al ministero, infatti, Flo si è impegnata a valutare percorsi concreti per la ricollocazione del personale interessato dagli esuberi.

La cassa integrazione dopo lo sciopero

L’accordo arriva al termine di una fase di mobilitazione che ha visto i dipendenti scioperare prima di portare la vertenza sui tavoli istituzionali

La Cigs costituisce ora una rete di protezione per i lavoratori del reparto interessato, ma non chiude la partita. L’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali resta infatti quello della salvaguardia dell’occupazione e della ricerca di una soluzione per le persone inizialmente coinvolte nel piano di esuberi.

Flo, sindacati: “Ora dalle parole ai fatti”

A pesare sul risultato è stata anche la compattezza dimostrata dai lavoratori durante la vertenza. Filctem Cgil, Femca Cisl e Rsu sottolineano il ruolo della mobilitazione, insieme al lavoro svolto dalle strutture sindacali e ai rapporti con le istituzioni. Un sostegno che, secondo i sindacati, è arrivato anche dall’esterno dello stabilimento. 

L’accordo raggiunto al ministero rappresenta dunque un punto di partenza, non il traguardo della vertenza. La cassa integrazione consente di evitare, almeno in questa fase, che la procedura si traduca immediatamente nei licenziamenti annunciati. Adesso il passaggio decisivo sarà trasformare l’impegno alla ricollocazione in percorsi concreti.

Per i sindacati la priorità resta la tutela di tutti i posti di lavoro. La vertenza Flo, quindi, resta aperta: “Ora alle parole dovranno seguire i fatti”.