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Era la notte del 30 agosto 2023: cinque operai hanno perso la vita mentre lavoravano sui binari di Brandizzo, nei pressi di Torino. Cinque lavoratori deceduti, cinque famiglie che hanno perso i loro cari: una tragedia ancora senza giustizia. Ecco perché, a due anni esatti dal dramma, è necessario tornarci sopra per chiedere verità per quei morti, ma anche più sicurezza sul lavoro con l'obiettivo di evitare incidenti simili in futuro.
La ricostruzione
Nello specifico un treno passeggeri vuoto, che stava viaggiando a circa 100 chilometri orari, ha colpito un gruppo di operai della società di manutenzione Si.Fa. L'incidente è avvenuto poco prima della mezzanotte del 30 agosto 2023, precisamente alle 23.49, nei pressi della stazione di Brandizzo, nel Torinese. I lavoratori sono morti sul colpo, travolti dal convoglio: si chiamavano Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo . Dopo la tragedia e l'inevitabile indignazione che ha suscitato, è partita l'inchiesta.
L'indagine
Un’indagine preliminare che si è conclusa lo scorso 24 luglio: è caduta l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, che veniva ipotizzata per 21 persone e le tre società, Rfi, Sigifer e Clf. Proprio in quell’occasione la Cgil aveva ribadito la sua vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie, aspettando di conoscere gli atti dell’indagine, e annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile.
Santomauro, Filt: vogliamo giustizia e lavoro sicuro
“A due anni dalla terribile strage di Brandizzo, il dolore e la rabbia non si affievoliscono, ma si trasformano in una ferma determinazione a ottenere giustizia e a garantire che simili tragedie non si ripetano mai più”. Esordisce così Giuseppe Santomauro, segretario generale della Filt Cgil Torino e Piemonte, raggiunto da Collettiva.
Al centro dell’attenzione, ora, c’è naturalmente l’andamento dell’inchiesta. “A confermare quanto abbiamo dichiarato sin dai primi istanti dopo gli incidenti – continua Santomauro -, c’è la chiusura delle indagini preliminari, che vede coinvolti due lavoratori e ben ventidue tra società e dirigenti. Questa sproporzione disegna un quadro preciso delle responsabilità del sistema”.
Accertare le responsabilità
Le indiscrezioni emerse dalla stampa e la direzione dell’inchiesta, quindi, “confermano ciò che abbiamo sempre temuto: dietro questa tragedia si nascondono responsabilità gravissime da parte delle società coinvolte. La catena degli appalti e dei subappalti, incontrollata e diabolica, alimenta la sua fragilità dalla condizione di Ansfisa, la società che dovrebbe effettuare i controlli, ma che è terribilmente sotto organico, con un numero di addetti pari a circa un terzo di quelli previsti”.
Ma non basta, il quadro è ancora più critico. Così il segretario: “Va sottolineato che i dirigenti indagati della società Sigifer continuano ad operare sui binari con una nuova società, la Starfer, utilizzando il distacco funzionale dei propri operai presso un’altra società, e che le condizioni generali di lavoro nella manutenzione ferroviaria, oggi, sono ancora molto critiche. Tutto questo ha creato un sistema in cui la sicurezza dei lavoratori è stata sacrificata sull'altare del profitto”.
Epilogo drammatico di una cattiva gestione
Non si parli quindi di casualità, neanche due anni dopo: “Non si è trattato di una fatalità, ma di un drammatico epilogo di una gestione irresponsabile. Le aziende coinvolte sembravano essere pienamente consapevoli dei rischi cui esponevano i loro operai, ma hanno deliberatamente scelto di ignorarli”.
Da parte sua, la Filt Cgil Torino e Piemonte conferma la sua azione. "Il nostro impegno quotidiano non si è mai fermato: lavoriamo instancabilmente per la ricerca della verità. Questa battaglia ha due obiettivi fondamentali : il primo è la giustizia per le vittime e per i loro parenti, che meritano risposte chiare e pene adeguate; il secondo è la garanzia che quanto accaduto a Brandizzo non si ripeta per tutte e tutti gli operai ancora in servizio oggi".
Sindacato parte civile
Per questo il sindacato diventa parte civile. Conclude Santomauro: “Abbiamo già nominato il nostro difensore, l'Avvocato Giacomo Mattalia, perché vogliamo essere in prima linea per tutelare i diritti di chi non c'è più e di chi, ogni giorno, continua a sui binari lavorare e nelle infrastrutture del nostro Paese”.
La Filt Cgil, infine, esce con una puntata speciale del suo podcast proprio alle 23.49 del 30 agosto , l'orario esatto della strage, con alcuni ospiti che hanno partecipato alla ricerca della verità. Si può vedere qui .