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“Esprimiamo soddisfazione per una vertenza che si è conclusa con l’acquisizione di Riello da parte di una storica azienda italiana, Ariston group”. A dirlo sono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nazionali, rimarcando che “circa un anno fa avevamo aperto il confronto presso il ministero delle Imprese, preoccupati per il futuro del gruppo e per le prospettive occupazionali dei lavoratori coinvolti, visto il disimpegno della multinazionale Carrier”.
Le tre sigle rimarcano che “oggi possiamo guardare con maggiore fiducia all’evoluzione della situazione e dirci fiduciosi per l’esito raggiunto. Particolarmente importante è l’impegno dichiarato da Ariston a non procedere a chiusure di siti né a licenziamenti, puntando invece a valorizzare le complementarità industriali e produttive tra le due realtà aziendali”.
Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto di “poter conoscere quanto prima il piano industriale operativo non appena verrà definito nei dettagli e che dovrà essere coerente con quanto esposto. Saranno probabilmente necessari alcuni mesi per completarne l’elaborazione, ma contiamo di poter svolgere entro la fine dell’anno un ulteriore e proficuo confronto”.
I sindacati così concludono: “Il nostro obiettivo resta la piena tutela dell’occupazione nelle fabbriche e negli uffici di entrambe le realtà, accompagnando questa operazione affinché possa tradursi in una concreta opportunità di crescita industriale e di sviluppo per tutti i lavoratori coinvolti”.
Scarpa, Fiom: “Un’operazione per crescere, non per chiudere”
“Con l’acquisizione di Riello da parte di Ariston e le iniziative sindacali messe in campo negli ultimi due anni, il settore della termomeccanica ha una nuova prospettiva”. A dirlo è Loris Scarpa, coordinatore nazionale del gruppo per la Fiom Cgil.
Il dirigente sindacale evidenzia che “due anni fa abbiamo posto il tema del settore termomeccanico, delle normative europee e della transizione energetica ed ecologica; nel frattempo, Carrier comunicava il proprio disimpegno da Riello. Con l’azione preventiva messa in campo dalle organizzazioni sindacali e l’intervento presso il Mimit, è stato possibile evitare che la vicenda Riello diventasse simile a molte altre situazioni in cui intervengono multinazionali o fondi speculativi”.
Scarpa così conclude: “Ora Ariston si è impegnata a presentare nei prossimi mesi un piano industriale che confermi quanto dichiarato al tavolo: si tratta di un’operazione per crescere, non per licenziare o chiudere stabilimenti. Pertanto, si chiude una fase e se ne apre una nuova, sia per le lavoratrici e i lavoratori sia per l’industria italiana”.






















