Quello che in Italia è stato avvertito come un vero e proprio terremoto politico istituzionale è arrivato intorno alle 11:30 di ieri mattina quando il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un'intervista alla rete americana Fox News, allo scopo di sottolineare il sostegno europeo all’azione militare Usa contro l’Iran, ha detto che migliaia di voli, in questi mesi, sono partiti da basi europee per supportare la missione.

Rutte, Nato: “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione in Iran”

Le parole del segretario dell’Alleanza atlantica sono rimbalzate da un’ultim’ora all’altra e hanno monopolizzato la ridda dei commenti politici che ha tenuto banco per tutto il giorno: “comprendo perfettamente la delusione (di Trump, ndr), ma se prendiamo ad esempio l’Italia – ha detto Rutte – 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme. Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4 e 5 mila missioni di volo”.

La risposta del ministero della Difesa: “L’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati”

La notizia si era diffusa da pochi minuti che tutta l’opposizione aveva già chiesto ufficialmente che il governo chiarisse, attaccando la premier Meloni e le “favolette”, come le ha chiamate Conte, raccontate in questi mesi. Si è dovuta attendere una buona mezz’ora prima che arrivasse una risposta ufficiale dal governo. “Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati”. Cosi il ministero della Difesa che aggiunge: “l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche (come la Nato chiama le attività belliche dirette, ndr). Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi”.

“Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche – si legge nella nota – la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia e il ministero della Difesa hanno sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti. Come già chiarito nel corso dell’informativa al Parlamento del ministro della Difesa Guido Crosetto, il governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere”.

Disastro Rutte su tutta la linea: Trump ribadisce la sua delusione verso la Nato

In realtà Rutte ha fatto un disastro. Si è inimicato gran parte dei leader europei che hanno incassato, nel tardo pomeriggio, il dietrofront o almeno la precisazione – "Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale Mark Rutte riguarda la logistica o l’assistenza tecnica”, ha detto la portavoce della Nato –, ma soprattutto non ha scalfito – vero obiettivo delle sue dichiarazioni del mattino – l’irritazione di Trump nei confronti degli alleati. Anzi. Nella serata italiana il presidente Usa ribadiva, una volta di più, quanto fosse deluso da “Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia. Ci hanno mollato, sarebbe stato carino se avessero offerto il loro aiuto. Un altro presidente non avrebbe incontrato Rutte", ha aggiunto in un incontro allo Studio Ovale con il segretario generale della Nato.

Cgil Sicilia: “Sigonella è stata usata per azioni di guerra? Il governo regionale pretenda da Roma chiarimenti”

“Il presidente della regione Schifani chieda subito chiarimenti al governo nazionale su quanto dichiarato dal segretario generale della Nato Mark Rutte circa l’ avvenuto utilizzo delle basi italiani da parte di aerei statunitensi per l’attacco all’Iran. Sarebbe un oltraggio alla Sicilia pacifista, che si è apertamente schierata contro la guerra, uno sfregio alla nostra Costituzione”: la richiesta è arrivata dalla Cgil Sicilia.

“Insieme a tante associazioni della società civile, del mondo cattolico, dell’ambientalismo e a partiti – scrive il sindacato in una nota – abbiamo tenuto una grande manifestazione a Sigonella lo scorso 11 aprile proprio contro l’utilizzo della base a fini bellici. L’anno precedente, il 28 giugno, si era tenuta una iniziativa analoga. Insomma – sostiene la Cgil – la Sicilia si è schierata per la pace e questo è avvenuto anche ogni volta che sono state stornate risorse su infrastrutture militari”.

Leggi anche

Italia

Grande manifestazione a Sigonella per la pace

Grande manifestazione a Sigonella per la pace
Grande manifestazione a Sigonella per la pace

Aggiunge ancora il sindacato: ”Siamo stati contestati come dei folli visionari, invece oggi si dimostra che purtroppo potremmo avere avuto ragione”. E sottolinea che “di fronte all’onda pacifista si è sempre registrato il silenzio del governo regionale, ma oggi questa è una linea che l’esecutivo non può mantenere: abbiamo il diritto di sapere cosa accade nel nostro territorio. Se le basi in Sicilia fossero state davvero utilizzate e quanto dice Rutte è dunque vero, il governo regionale avrebbe consentito un oltraggio alla Sicilia, uno sfregio alla Sicilia e ai siciliani”.