“La Meta Electronics ha illustrato la situazione del primo anno di gestione a seguito dell’acquisto avvenuto nel luglio del 2025, evidenziando i problemi riscontrati fin dalle prime settimane, con la chiusura di contratti da parte di importanti clienti e la difficoltà a ottenere fiducia sul mercato, dovuta alla reputazione negativa generata dalla crisi di Meta System”. A dirlo sono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, commentando l’incontro con l’azienda che si è tenuto al ministero delle Imprese, in occasione della scadenza dell’attuale ammortizzatore sociale.

“Queste difficoltà – proseguono i sindacati – hanno comportato un mancato raggiungimento degli obiettivi di fatturato, di circa il 50 per cento in meno rispetto alle previsioni, e hanno comportato scelte volte al contenimento dei costi, un alto utilizzo dell’ammortizzatore sociale e la chiusura di contratti di affitto di alcuni stabilimenti a Reggio Emilia (G5 – G14), nonché la consapevolezza di un costo sproporzionato relativo alla ricerca e sviluppo (licenze)”.

L’azienda ha motivato “la richiesta di attivazione della cassa integrazione per crisi come l’ammortizzatore più idoneo per la gestione dell’attuale situazione e come strumento utile a garantire una maggiore copertura nel tempo. E ha confermato la volontà di proseguire nel progetto industriale presentato al momento dell’acquisto, dichiarando di non voler aprire procedure di licenziamenti collettivi né durante né alla fine della cassa integrazione”.

I sindacati, a fronte del cambio dell’ammortizzatore sociale, hanno chiesto di “garantire le medesime tutele previste dal contratto di solidarietà, partendo dalla garanzia di prevedere un minimo di ore lavorate individualmente (circa 10 per cento) ed evitando l’utilizzo della cassa integrazione a zero ore. È stato inoltre chiesto un principio di rotazione su mansioni fungibili, al fine di evitare squilibri nella gestione della cassa integrazione”.

L’azienda ha inoltre dichiarato che, a fronte di nuovi progetti, è disponibile a investire dai 4 ai 5 milioni di euro a supporto del piano industriale. Venerdì 26 giugno è previsto l’esame congiunto tra direzione aziendale e organizzazioni sindacali presso il ministero del Lavoro, con l’obiettivo di “raggiungere un accordo di cassa integrazione straordinaria per crisi, che garantisca le stesse tutele previste dal contratto di solidarietà”.