"La presenza di un governo alle spalle, che sia forte e capace di prendere decisioni importanti, è necessaria per l'esito positivo della vertenza Alitalia". Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, ai microfoni di RadioArticolo1. Facendo il punto sulla situazione della compagnia, il sindacalista ricorda: "Abbiamo la data del 15 settembre: quel giorno si dovrebbe avere l'annuncio del piano industriale e la nascita della newco. Sempre sperando che le conseguenze della crisi politica non abbiano effetti negativi sullo scenario". 

 

Una nuova compagnia che è ancora in fase di gestazione. "In queste settimane ci sono stati incontri fitti tra Atlantia, i vertici di Ferrovie e rappresentanti del ministero dell'Economia per capire il quadro delle finanze e come organizzare l'azienda - dice Cuscito -. Ora bisognerà fare un altro passo e parlare seriamente con il partner americano, la Delta, per definire come si collocherà la compagnia sul mercato internazionale". 

Quelle del prossimo futuro non saranno scelte facili. "Speriamo siano affidate a persone di competenza - rileva il sindacalista -, con professionalità rilevanti, capaci di approcciarsi al mondo del trasporto aereo. Al contrario del passato, quando la politica ha influito sulla scelta di manager che poi si sono dimostrati inadeguati".

Tutte le informazioni sulla newco, però, "noi le abbiamo apprese dai giornali". Non c'è stato alcun incontro con i sindacati. "Non abbiamo avuto una riunione formale, finora nessuno ci ha detto quale sarà il profilo internazionale. Tra le varie cose, occorre capire come peseranno sulla compagnia le nuove quote: si rischia che alcune quote, anche se non di maggioranza, possano pesare più di alte come nel caso della Delta". Insomma "ci sono molti interrogativi da chiarire", per Cuscito: "La situazione non è semplice: la newco sarà composta da privati italiani, privati stranieri, controllate statale e una parte direttamente di Stato, una situazione che non ha precedenti". 

Il mancato coinvolgimento dei sindacati "è un grande problema", perché "è essenziale che noi parti sociali, in rappresentanza dei lavoratori, veniamo coinvolti in questo processo per comprenderlo e apportare alcune modifiche che potrebbero essere molto importanti per tutti". 

Al centro c'è il nodo dell'occupazione. "Tra i lavoratori sentiamo grande preoccupazione: siamo di fronte alla quarta crisi in quindici anni. Negli anni non c'è stata una crescita né una stabilizzazione degli addetti, c'è il timore di altri licenziamenti. Dalla parte opposta, però, c'è anche soddisfazione per quanto fatto negli ultimi due anni: abbiamo avuto una gestione oculata della compagnia, rispetto per i dipendenti, una pace sociale che ha permesso di lavorare meglio - conclude -. Ci auguriamo ora di andare avanti su questa strada".