Il Cdr dell'agenzia di stampa Dire denuncia: "Niente soldi, né certezze. Ancora. Nonostante quanto sollecitato anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha invitato l'editore dell'agenzia Dire a corrispondere gli stipendi mancanti, dopo l'avvenuta omologazione al piano di ristrutturazione del debito con l'Agenzia delle entrate e la riattivazione della convenzione con Palazzo Chigi, e nonostante l'impegno dichiarato dallo stesso editore a risolvere la situazione, le lavoratrici e i lavoratori
sono ad oggi senza chiarezza in merito a quando sarà corrisposto lo stipendio di dicembre”.

In rappresentanti sindacali fanno inoltre sapere che al piano di rientro degli arretrati prospettato dall'azienda è seguito un ritardo nella corresponsione di quanto promesso già per le prime due rate.”Infine, siamo ancora in attesa che si concluda la questione per i colleghi 'ex sospesi' del gennaio 2024”.

Per questo il Cdr della Dire decide di proclamare una giornata di sciopero per oggi, 21 gennaio, sulla base del pacchetto di cinque giorni ottenuto dall'assemblea di redazione lo scorso 5 dicembre, ed esorta l'azienda a porre fine una volta per tutte a questa situazione di incertezza che prosegue da troppi mesi, che ha messo a dura prova tutto il personale, arrivato allo stremo, provvedendo celermente ai pagamenti degli stipendi arretrati e portando al tavolo sindacale del 26 gennaio prossimo tutte le risposte e le garanzie chieste in questi lunghi mesi".

L’intervento del sindacato dei giornalisti

Ampio sostegno di Fnsi e Assostampa regionali che intimano: "L’editore paghi subito gli stipendi. Diciamo basta a ulteriori slittamenti dei bonifici. È saltato all'improvviso il tavolo sindacale convocato per la mattina del 26 gennaio tra i responsabili dell'agenzia di stampa e il sindacato: l'azienda ha comunicato che a causa di sopraggiunti impegni non poteva essere presente.

Questa però appare più come una giustificazione per ritardare il confronto, mentre continuano le proteste (uno sciopero la scorsa settimana e lo sciopero delle firme nei lanci) che la redazione sta portando avanti appunto per avere risposte sul pagamento degli stipendi, irregolare da mesi, provocando pesanti difficoltà ai giornalisti e alle loro famiglie".
La Federazione nazionale della stampa e le Associazioni stampa di Lombardia, Lazio, Liguria, Valle d'Aosta, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana, Marche sottolineano che la convenzione tra Palazzo Chigi e l'agenzia di stampa è stata riattivata da qualche settimana dopo l'omologa da parte del Tribunale di Bari del piano di rientro dei debiti con l'Agenzia delle Entrate. 

"Le giustificazioni non reggono più – affermano –, ora l'azienda deve immediatamente pagare gli arretrati ai dipendenti, versare regolarmente gli stipendi e presentare un piano che garantisca stabilità. Per questo, ribadiamo la richiesta all'editore di intervenire in prima persona subito. Come Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazioni regionali ribadiamo il nostro appoggio al Comitato di redazione e restiamo in attesa di una nuova data per l'incontro, ma subito devono essere sistemate le pendenze con i giornalisti: non ci sono più scuse”.