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Telecomunicazioni

Ericsson licenzia, indetto stato d'agitazione

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I sindacati protestano contro i 48 licenziamenti avviati dall'azienda il 4 novembre scorso

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del personale Ericsson Italia per protestare contro i 48 licenziamenti avviati dall’azienda il 4 novembre scorso. I sindacati, inoltre, fanno sapere che “individueranno di concerto con le strutture territoriali e le Rsu le opportune iniziative di protesta a difesa dell'occupazione”.

Nell’incontro di oggi (lunedì 21 novembre) l'azienda “ha ribadito quanto previsto nella procedura di licenziamento, confermando di non avere altre soluzioni possibili oltre i licenziamenti delle 48 unità stabilite nella lettera di avvio di riduzione del personale”. Secondo l’azienda, riferiscono i sindacati, “le precedenti incentivazioni all'esodo e le riqualificazioni realizzate non hanno traguardato l'obiettivo prefissato di superare entro il termine del 2022 gli esuberi dichiarati”.

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno chiesto “il ritiro immediato delle procedure di licenziamento e di avviare un confronto serrato per individuare, come fatto negli anni precedenti, misure non traumatiche per la gestione delle eccedenze”.

L'azienda Ericsson Italia ha comunicato “la propria indisponibilità al ritiro delle procedure di licenziamento, ribadendo di aver tentato ogni soluzione possibile, stipulando diversi accordi con le organizzazioni sindacali, fino allo scorso 31 ottobre, ma nessuna delle soluzioni condivise con il sindacato ha prodotto risultati in linea con le esigenze dichiarate”. I sindacati rilevano che “innanzi a una chiusura così netta, che non lascia alcun spiraglio alla contrattazione per l'individuazione di soluzioni non traumatiche, risulta inutile proseguire il confronto in sede aziendale”.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, dunque, metteranno in campo “ogni azione utile a salvaguardare l'occupazione dei 48 lavoratori. In linea con altre multinazionali operanti in Italia, ci ritroviamo innanzi all'ennesima riduzione di personale avviata da aziende con fatturati miliardari e utili oltremodo significativi”.

In conclusione, i sindacati si aspettano che “il governo sappia dare la giusta risposta alla destrutturazione professionale di migliaia di lavoratori italiani e si adoperi per la salvaguardia occupazionale. Terminati i primi 45 giorni della procedura, il ministero avrà 30 giorni di tempo a disposizione per impedire che Ericsson porti a termine i licenziamenti”.