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La lotta paga

Padova, il caso Tnt/Fedex: la prima internalizzazione non si scorda mai

Luigi Perissinotto
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Un accordo entrato in vigore il 1° maggio 2021 e sottoscritto da sindacati e azienda a marzo ha permesso a lavoratrici e lavoratori, dopo anni di appalti sempre al limite della legalità e cambi di cooperative quasi sempre ingiustificati, di essere assunti alle dipendenze dirette della multinazionale

Sicuramente un 1° maggio diverso dai precedenti, quello del 2021, per decine e decine di lavoratori occupati nella logistica della Tnt/Fedex di Padova. E questo per un motivo: proprio in quella data è entrato in funzione l’accordo sottoscritto, il 17 marzo 2021, da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti provinciali, con cui i lavoratori, dopo anni di appalti sempre al limite della legalità e cambi di cooperative quasi sempre ingiustificati, hanno iniziato a lavorare alle dipendenze dirette della multinazionale Tnt che come è noto, ormai dal 2016, aveva avviato il processo di integrazione con Fedex.

I termini dell’accordo
Un accordo, quello sottoscritto tra i sindacati confederali e il colosso della logistica, che ha interessato 160 lavoratori, molti di loro anche con vent’anni di anzianità in questa attività e alla cui base c’era un principio di giustizia: mantenere tutti i diritti economici e normativi precedentemente maturati. Ma non solo: l’accordo sindacale prevedeva la possibilità per i lavoratori di proseguire l’attività con l’attuale società, ma in altri appalti, vedendosi riconosciuto, a seconda degli anni passati a lavorare, un bonus economico anche di 25 mila euro. Mentre, per coloro che intendevano cambiare azienda per trasferirsi o cambiare lavoro veniva riconosciuto un bonus che poteva raggiungere anche i 45 mila euro, a fronte di un’anzianità lavorativa di almeno 15 anni. Naturalmente i bonus variavano a seconda degli anni di lavoro passati ad operare in appalto per Tnt/Fedex.

Un accordo storico
Per la prima volta in Italia, una multinazionale della logistica internalizza così le attività e lo fa con lo scopo di migliorare la qualità del proprio servizio, come recitava la premessa dell’accordo sindacale. Il processo per cui ci si è arrivati è molto lungo e complesso (il sindacalista Romeo Barutta lo spiega molto bene nel video, ndr), resta il risultato finale: per garantire un buon servizio o un buon prodotto, è necessario avere una manodopera fidelizzata, professionalizzata e quindi anche garantita.

(Romeo Barutta, segretario regionale della Filt Cgil Veneto)

Ma la straordinaria importanza di questo accordo non va vista solo per l’impianto di Padova e per la sola Tnt\ Fedex. In realtà, come spiega Romeo Barutta, segretario regionale della Filt Cgil Veneto, “è un fatto che riguarda tutto il mondo della logistica e dei corrieri espressi in quanto ha aperto una breccia importantissima, per il sindacato e per i lavoratori, al fine di arrivare ad un nuovo modello dove il meccanismo degli appalti, dello sfruttamento, dell’evasione possa finalmente finire in soffitta. E indica una strada molto semplice: superare quel modello, per dare qualità ad un settore dove l’organizzazione costituisce il cuore centrale del rispetto delle tempistiche di consegna delle merci. Ma per fare questo, serve un personale qualificato, professionalizzato, cosa che il sistema delle cooperative non garantiva per niente essendo giustificato solo da motivazioni legate al minor costo”.

Perché a Padova
Nel Triveneto Tnt-Fedex è il secondo corriere espresso ed il sito di Padova è di straordinaria importanza geografica, ma soprattutto strategica, in quanto a Padova sono concentrate non solo le attività di Filiale ed HUB ma anche di servizio commerciale per il Nord-Est, nonché di uno dei due Customer service italiani della Tnt\ Fedex. Arriva ad impiegare un totale complessivo di 400 lavoratori. Si tratta del polo più importante per la multinazionale del Nord-Est, è il quinto a livello nazionale in termini di importanza e di volumi e movimenta un totale di 35.000 colli ogni giorno. Si tratta di un sito dove il sindacato mette grande attenzione. Non a caso il 50% dei complessivi lavoratori aderisce al sindacato confederale, anche se in vari momenti del passato ci sono stati dei conflitti. Un rapporto che alle volte può anche essere teso ma caratterizzato da un continuo dialogo costruttivo che aggiunto al cambio di modello organizzativo della logistica sta provando a sviluppare una maggiore qualità del servizio accanto a migliori condizioni e diritti per i lavoratori a prescindere dalle loro funzioni.

Cosa è cambiato e cosa deve cambiare
“Oltre ad avere un contratto degno di tale nome, oggi i lavoratori possono entrare in una banca e contrattare un mutuo per l’acquisto di una casa” dice il segretario generale della Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto “cosa che un tempo neanche potevano sognarsi di fare, lavorando per cooperative che nascevano e morivano per lo stretto necessario a garantirsi un appalto”.

(Massimo Cognolatto, segretario generale della Filt Cgil Padova) 

Una situazione insostenibile per chiunque. “Ci sono lavoratori che hanno cambiato così tante cooperative da non essere in grado di ricordarne il numero” aggiunge Romeo Barutta. “Il passaggio – dicono – però non è ancora giunto a compimento, nel senso che il piano di riorganizzazione di tutta l’attività della multinazionale è ben lungi dall’essere concluso. Non basta semplicemente cambiare modello. Bisogna cambiare anche la propria cultura d’impresa ed è una cosa che richiede del tempo. Noi naturalmente accompagneremo i lavoratori e saremo al loro fianco nel corso di questo passaggio”.