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Edilizia

Finalmente il Durc di congruità

Foto: Marco Merlini
C.R.
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Dal 1° novembre in vigore il nuovo strumento. Le stime della Fillea: "A regime, emergeranno circa 2 miliardi di euro, per oltre 75 mila lavoratori l'anno". Genovesi: "Con la ripresa dobbiamo evitare che si alimentino fenomeni di lavoro nero e illegalità"

Dopo una battaglia durata anni, da ieri  (1° novembre) è finalmente entrato in vigore il Durc di congruità, previsto dalla legge 120/2020 e dal Codice degli appalti. “Uno strumento potente che farà emergere - secondo  il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi - salari e contributi previdenziali, tanto nell’edilizia pubblica che in quella privata”. Il tutto, stando alle stime del sindacato, varrà circa 2 miliardi di euro di emersione a regime, per oltre 75 mila lavoratori l’anno, e “renderà più trasparente, sicuro e qualificato un settore strategico, al centro di incentivi pubblici e Pnrr”. 

Il Decreto 143/2021 prevede che il Durc di congruità sia obbligatorio per tutte le imprese che parteciperanno ad appalti e gare di lavori pubblici per qualsivoglia importo e per tutte le opere edili private di importo superiore a 70 mila euro, cioè la stragrande maggioranza dei cantieri finanziati dal super bonus 110%, dal bonus facciate e dal bonus edilizio. “Proprio ora che il settore sta ripartendo - continua Genovesi -, dobbiamo infatti evitare che si alimentino fenomeni di lavoro nero e illegalità, dove sfruttamento ed infortuni sono all’ordine del giorno”.

Cos'è il Durc di congruità 
Il Durc di congruità è la certificazione con cui l’azienda dichiara, per uno specifico lavoro e per uno specifico importo, il numero minimo (appunto “congruo”) di lavoratori impegnati, nelle percentuali definite dal decreto ministeriali stesso che ha recepito l’accordo di settembre 2020 tra le organizzazioni sindacali dell’edilizia e tutte le associazioni datoriali del settore. Il Durc di congruità (che si otterrà on line in pochissimi giorni) è parte integrante del Documento unico di regolarità contributiva (il “vecchio” Durc che continua ad esistere), necessario per partecipare a gare pubbliche o ricevere benefici ed incentivi. In caso di Durc di Congruità negativo, anche il Durc “generale” diviene negativo, fino a regolarizzazione.

“Ora la sfida vera – continua Genovesi - è fare in modo che tutte le stazioni appaltanti pubbliche, nazionali e locali, si attivino sui nuovi appalti per la verifica della congruità come previsto dall’art. 105 del Codice degli appalti e che la stessa Agenzia delle entrate faccia verifiche, anche a campione, rispetto ai beneficiari dei vari incentivi privati, affinché le aziende che opereranno siano in possesso di Durc regolare, dal 1 novembre, comprensivo della congruità”. “Noi come sindacato, insieme alle Casse edili ed Edilcasse, vigileremo e accompagneremo questa fase di avvio dando tutte le informazioni ed i chiarimenti necessari, oltre che promuovendo intese sulla falsariga dell’accordo sottoscritto il 25 ottobre scorso con il ministro Giovannini, in relazione alle opere pubbliche, perché tutti siano informati e preparati a gestire i nuovi strumenti e le nuove norme”.

Sempre dal 1° novembre diventano infatti operative anche le nuove disposizioni sul sub appalto, previste dal Decreto 77/2021 (Decreto semplificazioni 2021) che riconoscono parità di tutele economiche e normative e applicazione dello stesso contratto collettivo tra lavoratori dell’appaltatore e lavoratori del sub appaltatore, qualificando ulteriormente imprese e settore. Insomma da oggi abbiamo tutte le condizioni per aumentare tutele e diritti dei lavoratori, far crescere la qualità e l’innovazione in un settore strategico per la ripresa e la riconversione ecologica.

I dati
In vista dell’avvio del nuovo strumento - che rientra a pieno tra gli obiettivi indicati dall’Unione europea di contrastare il lavoro nero e l’economia sommersa - la Fillea Cgil ha reso pubblica una propria ricerca sugli effetti stimati a regime. In sintesi, su un valore stimato solo di evasione salariale e contributiva annua (senza effetti fiscali) nelle costruzioni pari a 3.9 miliardi di euro l’anno (dati Istat), vi sarà a regime e a tassi di crescita costanti emersione totale per 2,1 miliardi di cui  1,6 miliardi per effetto di emersione di lavoro completamente irregolare e 570 milioni di emersione di lavoro parzialmente irregolare (sotto dichiarazioni, disapplicazione del Ccnl edile). In termini di emersione di lavoratori, l’emersione stimata è di circa 72 mila Fte (Full time equivalent), che potrebbero corrispondere anche ad un numero superiore di “teste”. 

La stima è inferiore al totale dell’economia irregolare complessiva in quanto le proiezioni sono basate su:  la quantità di mercato dell’edilizia privata stimato irregolare, per piccoli lavori e lavori di importo inferiori ai 70 mila euro (ristrutturazioni interne, ecc.) che non ricadranno sotto il Durc di Congruità; un 30% di lavori edili privati anche di importi superiori ai 70 mila euro ma non soggetti a benefici fiscali, principalmente nel Sud Italia per non possibilità di accesso ai contributi; un 10% di economia illegale o di soggetti non regolarizzabili (lavoratori extra Ue, ecc.). Le stime sono state fatte prendendo a riferimento anche i contesti dove il Durc di Congruità è già operativo da anni, con buoni risultati di emersione (in particolare nell’area del Centro Italia, soggetta a ricostruzione dopo il sisma del 2016).