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La protesta

Nuovo bando case di riposo Roma Capitale: meno ore, demansionamenti, posti di lavoro

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Questa mattina (primo ottobre) al Dipartimento Politiche Sociali la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici delle residenze per anziani del Comune di Roma, per i rischi occupazionali e salariali legati alla nuova procedura di affidamento.  
 
La lista delle criticità è lunga, scrive in una nota la Fp Cgil provinciale. "Tagli alle ore di assistenza, sotto inquadramento degli operatori sanitari rispetto alle previsioni contrattuali e agli attuali livelli riconosciuti, rischio licenziamenti. In primis per i 17 lavoratori in precedenza occupati a “Casa Vittoria”, chiusa a giugno per lavori di ristrutturazione. La struttura non è ricompresa nel bando, e non è chiaro se per questi lavoratori potranno valere le garanzie previste dalla clausola sociale. Complessivamente, c’è una riduzione dei posti previsti, con la non inclusione di Casa Vittoria, da 215 a 167. Sono 102 i lavoratori coinvolti, 50 operatori sanitari rischiano il demansionamento e, appunto, i 17 di “Casa Vittoria” rischiano il posto.  


 
Nel complessivo abbandono del tessuto sociale e del pericoloso disinvestimento sui servizi alla parte più fragile della società da parte di questa amministrazione – attacca Giovanni Alfonsi, Fp Cgil Roma Lazio, dal presidio sotto il dipartimento Politiche sociali – le scelte fatte secondo il puro concetto di risparmio ricadono sulla pelle dei lavoratori e sui livelli di assistenza ai cittadini. Al di là degli annunci, a Roma si è scelto di disinvestire sui servizi alla persona: per lo stesso servizio svolto fino ad oggi, in futuro avremo meno ore di assistenza e meno personale. È un colpo di coda, in linea con le scelte che abbiamo contrastato fino ad oggi, di un’amministrazione cieca ai bisogni della città e che pensa di rivoluzionare il sistema dell’accoglienza secondo logiche di ribasso e risparmio, senza alcun valore al lavoro e al servizio, proprio là dove c’è maggior bisogno. Ricordiamo che in bilancio, nonostante il maxiemendamento, al sociale vengono sottratti circa 38 milioni”.  
 
“Il bando va sospeso, basta con la rivoluzione del risparmio: in questa città si continua a scegliere di lasciare più soli fragili e anziani, oltre che colpire il lavoro. Per evitare una bomba sociale fatta di licenziamenti e di riduzioni di stipendi, lotteremo con i lavoratori e le lavoratrici per fermare questo ennesimo attacco al lavoro, ai diritti e alla qualità dell’assistenza ai più fragili”.