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La protesta

Fermiamo la strage. Oggi il presidio a Roma dove ieri è morto un operaio edile

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Ieri (29 settembre) l'ennesima vittima sui luoghi di lavoro, l'undicesima in poche ore. Questa volta a Roma. Un operaio edile di 47 anni precipitato da un'impalcatura all'11esimo piano di un palazzo del complesso Torri dell'Eur.
“La strage nei luoghi di lavoro, che sta interessando ogni settore e regione del nostro Paese, continua e non accenna ad arrestarsi”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti e la Uil del Lazio, insieme a Fillea Cgil Roma e Lazio, Filca Cisl Roma Capitale Rieti e Feneal Uil Lazio. Che questa mattina si sono ritrovati in un presidio di protesta sul luogo della morte dell'uomo.
“Siamo profondamente addolorati per questa ennesima, tremenda, disgrazia - continuano - ed esprimiamo il nostro cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore, ben sapendo quanto in simili occasioni le parole perdano di significato. In attesa che vengano chiarite le dinamiche dell’incidente e le eventuali responsabilità, ribadiamo come la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro siano temi prioritari, che richiedono interventi urgenti e indifferibili”.  

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Alle sei vittime di martedì, se ne aggiungono altre cinque: un agricoltore a Rifiano (Bolzano), un operaio a Cologna Veneta (Verona), tre edili a Mesagne (Brindisi), Foggia e Roma. Lunedì si era tenuto l'incontro tra governo e sindacati sulla sicurezza sul lavoro: è il tempo di agire

“Il settore dell’edilizia - precisano - ha visto un aumento vertiginoso degli incidenti mortali dall’inizio del 2021: una situazione insostenibile e che rischia di venire normalizzata. Continueremo a batterci tutti i giorni affinché non diventi accettabile l’idea che si possa uscire di casa per andare a lavorare e non rientrare più. L’edilizia sta per vedere un nuovo impulso occupazionale, grazie al superbonus 110% e ai fondi del PNRR: questa spinta deve tradursi in occupazione di qualità e non in un’escalation di infortuni e incedenti mortali. Nei cantieri bisogna rafforzare i controlli per verificare l’effettiva formazione del personale da parte degli Enti Bilaterali del settore, la dotazione dei dispositivi di protezione individuale e il rispetto dei protocolli contro i vecchi e i nuovi rischi per la salute”.
 
“Siamo convinti - dicono ancora i sindacati - che per superare le morti sul lavoro sia fondamentale che le aziende assumano la tutela della salute e della sicurezza non come un mero adempimento burocratico ma come un valore che si traduce in azioni quotidiane. Ci auguriamo che il tavolo aperto a livello nazionale con il Governo porti a risultati concreti: una seria formazione dei lavoratori, sanzioni più cogenti per le aziende che non rispettano  normative e regole fino ad arrivare alla sospensione dell’attività, maggiori controlli e verifiche sul territorio attraverso il reclutamento di ispettori e tecnici, una banca dati nazionale che agevoli il lavoro delle Regioni, dell’Inail, delle ASL, dell’Ispettorato del lavoro”.