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La vertenza

Landini a Firenze per incontrare i lavoratori della Gkn: è un problema di tutti

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Oggi il segretario generale della Cgil ai cancelli della fabbrica di Campi Bisenzio dove sono stati tutti licenziati i 422 operai, in presidio e assemblea permanente

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, è arrivato davanti ai cancelli della Gkn, azienda di produzione di assi e semiassi del settore automotive di Campi Bisenzio, provincia di Firenze, che è stata tra le prime a cadere vittima dello sblocco dei licenziamenti.

"L'incontro è andato bene -ha detto il segretario generale della Cgil all'uscita -. Prima abbiamo parlato con la Rsu aziendale, poi abbiamo fatto un'assemblea con i lavoratori presenti. Il messaggio che porteremo al tavolo (convocato dal ministero dello Sviluppo Economico per mercoledì prossimo, 4 agosto, con azienda, sindacati, cui sarà presente anche il ministro del Lavoro) è molto preciso: chiediamo, visto che è arrivata proprio oggi la nuova convocazione di un tavolo per mercoledì 4 agosto a Firenze, il ritiro dei licenziamenti e la ripresa delle attività produttive alla Gkn".

Queste le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine della visita allo stabilimento Gkn a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. "Ci auguriamo - sottolinea Landini - che il Governo faccia fino in fondo la sua parte, salvare i lavoratori, questo è il nostro obiettivo da realizzare".

"La Fiom di Firenze oggi ha depositato un art. 28 proprio perché contestiamo le procedure e il non rispetto degli accordi e della contrattazione sindacale che il fondo ha fatto nel nostro Paese", ha detto Landini. 

"La mia presenza qui, oltre al pieno supporto alla battaglia di lavoratori e della Cgil Firenze e Toscana, vuole dare anche un messaggio perché questa è una vicenda più generale. Noi non siamo assolutamente disponibili ad accettare che come si
è mossa questa azienda nel nostro Paese diventi la norma. Bisogna impedire che i fondi possano agire di nuovo in questo
modo".

Il fondo di investimento inglese che ne è proprietario ha deciso per la chiusura e licenziato via messaggio i 422 dipendenti della fabbrica. Una situazione drammatica che coinvolge anche un'ottantina di colleghi dell'indotto. Gli operai sono in presidio permanente davanti ai cancelli, a 22 giorni dalla comunicazione del gruppo.

Tantissima la solidarietà ricevuta in queste settimane dai colleghi di tutta Italia. Due sere fa davanti ai cancelli è stato organizzato anche un grande spettacolo nel quale decine di cantanti e attori hanno espresso la loro solidarietà, cercando, da lavoratori della cultura a lavoratori della fabbrica, di dare il proprio contributo alla lotta.

Oggi nel primo pomeriggio Landini visiterà il presidio, mentre in queste ore sta partecipando all'assemblea generale della Cgil Toscana. A margine della quale ha detto ai giornalisti, parlando del settore automotive di cui fa parte anche Gkn, di "aver chiesto un incontro al presidente del Consiglio per essere in grado di poter fare un'operazione anche di politica industriale perché le aziende, che in modo da far west hanno aperto procedure di chiusura degli stabilimenti, sono tutte nel settore automotive". 

Sui licenziamenti del fondo Melrose alla Gkn - ha detto ancora il segretario generale della Cgil, "siamo in presenza di un atteggiamento inaccettabile. Abbiamo assistito al tentativo di mettere in discussione non solo il ruolo dei lavoratori e del sindacato, ma addirittura il ruolo delle istituzioni. Quindi è evidente che bisogna ripristinare condizioni che permettano di fare una discussione vera a partire dal rispetto degli accordi che in quella azienda esistono, e del fatto che stiamo parlando di imprese che non sono in crisi perché non hanno mercato o lavoro, stiamo parlando di imprese dove il lavoro c'è. Parliamo di fondi multinazionali che stanno decidendo di delocalizzare le produzioni. Il problema non è solo di quei lavoratori, è chiaro che siamo di fronte davanti ad una questione più generale, perché non può passare nel nostro Paese l'idea che multinazionali ed imprese possono comportarsi in questo modo. Quindi c'è il problema, oltre la gestione immediata, di dotarsi anche di una legislazione che impedisca che queste cose possano ripetersi, e per quanto ci riguarda, insisto, questa non è una battaglia territoriale e locale, questa giustamente è una battaglia nazionale che deve avere delle risposte sul piano legislativo, e quindi anche con l'intervento del Governo. "Siamo in presenza di un
atteggiamento inaccettabile della proprietà - sottolinea Landini - abbiamo visto addirittura il tentativo di mettere in discussione non solo il ruolo dei lavoratori e del sindacato, ma anche delle Istituzioni". Il primo passo  "è ripristinare le
condizioni che permettano di fare una discussione vera, a partire dal rispetto degli accordi". Allo stesso tempo, suggerisce Landini, "penso sia utile che anche le associazioni imprenditoriali capiscano che se si vuole veramente difendere il sistema produttivo del nostro Paese c'e' bisogno di una legislazione che non permetta alle multinazionali di agire e di comportarsi in questo modo, ma di rispettare e di applicare le nostre leggi. A partire dal fatto che se ci sono delle leggi prima di licenziare si utilizzano altri ammortizzatori e si fanno altre discussioni".