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Siderurgia

Jsw, incontro deludente

Piombino, ancora in sciopero i lavoratori Cevital e Aferpi
Foto: Foto di © Fabio Fiorani/Sintesi
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Venturi (Fiom) e Spera (Cgil): "La vicenda di Piombino è troppo lunga e travagliata per affidarne le possibili soluzioni a dichiarazioni di intenti. Siamo ancora alle disponibilità annunciate di volta in volta da Jindal, Governo, Invitalia e istituzioni locali. Ma non ci sono soluzioni ravvicinate, impegni e vincoli esigibili, sia sull'ingresso di capitali pubblici e di relativi assetti societari, sia sugli orizzonti industriali, le certezze occupazionali, la traduzione di questi in un piano industriale credibile"

"L'incontro di oggi, sulle prospettive di Jsw Piombino, convocato dalla Viceministra Alessandra Todde, non può che essere definito deludente. La vicenda della siderurgia di Piombino è troppo lunga e travagliata per affidarne le possibili soluzioni a dichiarazioni di intenti. Siamo infatti ancora alle disponibilità annunciate di volta in volta da mr. Jindal, dal Governo, da Invitalia e dalle istituzioni locali. Ma non ci sono soluzioni ravvicinate, impegni e vincoli esigibili sia per quanto riguarda l'ingresso di capitali pubblici e di relativi assetti societari, sia per quanto riguarda gli orizzonti industriali, le certezze occupazionali, la traduzione di questi in un piano industriale, senza cui è impensabile attribuire a Piombino una funzione strategica nella siderurgia italiana". Lo dichiarano in una nota congiunta Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile siderurgia e Silvia Spera, Area politiche industriali per la Cgil nazionale.

"Nessuno pensi che si possa aggirare questa discussione facendola scomparire all'interno di un confronto tutto istituzionale sul pur necessario aggiornamento dell'accordo istituzionale di programma. A Piombino gli impianti sono fermi, i lavoratori in cassa integrazione, la tensione è palpabile. Non sappiamo se avremo aggiornamenti, almeno di percorso, nei prossimi giorni; di certo ci sembra utile sollecitare proposte e soluzioni credibili per evitare il rischio di generare tensioni sempre più difficilmente governabili", concludono i due dirigenti sindacali.