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Farmaceutica

Dompè (L'Aquila), una situazione preoccupante

Foto: Hayleybarcar (da Pixabay)
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Filctem Cgil-Uiltec Uil L'Aquila: "Esprimiamo apprensione per ciò che sta accadendo in azienda, a seguito della fuoriuscita di un numero rilevante di lavoratori e lavoratrici con contratto in somministrazione., che prestavano la loro opera da oltre vent'anni.

"Esprimiamo preoccupazione per ciò che sta accadendo nell’azienda farmaceutica Dompè spa stabilimento dell’Aquila, a seguito della fuoriuscita di un numero rilevante di lavoratori e lavoratrici con contratto in somministrazione, tra cui diversi staff leasing in forza da oltre sette anni e della cessazione del contratto di appalto di servizi che ha visto la riduzione di personale di sei unità lavorative, che prestavano la loro opera da oltre vent'anni. Situazione che sta generando preoccupazione e apprensione tra tutto il personale dell’azienda che, ad oggi, occupa circa 240 addetti". Lo rilevano Carlo Petaccia e Debora Del Fiacco, rispettivamente segretari Filctem CgilI e Uiltec Uil L'Aquila.

"La società Dompè, destinataria del contratto di sviluppo anche grazie alle risorse del 4% (progetto Restart) della ricostruzione sisma 2009, ha inaugurato nel 2018 la nuova area produttiva, con l’ampliamento del sito dell’Aquila di circa 9.000 mq, beneficiando di 9,5 milioni stanziati da Invitalia, con un investimento complessivo di 41,5 milioni. Tale investimento avrebbe consentito all’azienda una capacità produttiva di stabilimento di circa 50 milioni di confezioni l’anno, con una previsione di occupati di circa 330 addetti. Obiettivi e numero di occupati mai raggiunti, nonostante gli impegni assunti e le previsioni dichiarate. Ad oggi, anzi, l’azienda ha comunicato oltre al mancato rinnovo dei contratti in somministrazione di circa 30 lavoratori e lavoratrici, anche la volontà di non rinnovare il premio di partecipazione, strumento di rilevante importanza per l’incremento salariale legato ad obiettivi aziendali", continuano i due dirigenti sindacali.

"Tale mancato rinnovo, a detta dell’azienda, sarebbe dovuto a una congiuntura economica non favorevole, condizione questa inaccettabile, considerando l’andamento del gruppo e la crescita anno dopo anno del fatturato e degli utili. Infatti, l’azienda è passata da un fatturato di circa 250 milioni e 700 dipendenti del 2017 a circa 530 milioni di ricavi e 800 dipendenti nel 2020. Alla crescita economica dell’azienda non ha corrisposto una uguale crescita di occupazione e salariale per i lavoratori e le lavoratrici ed oggi dobbiamo anche subire la mortificazione della perdita di posti di lavoro e della riduzione salariale", aggiungono i due sindacalisti.

"Questa circostanza dovrebbe aprire una seria riflessione sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici, legandoli obbligatoriamente a un chiaro e vincolante impegno da parte delle aziende beneficiarie a una crescita occupazionale stabile e di qualità. Chiediamo un impegno concreto da parte della Dompè affinché si possano trovare soluzioni immediate finalizzate al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e chiediamo nel contempo di aprire un tavolo di discussione per il rinnovo del premio di partecipazione, dando il giusto riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori per il lavoro svolto in tutti questi anni, che ha contribuito fattivamente alla crescita del gruppo", concludono i due esponenti del sindacato.