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Italia

Cgil: quadro drammatico del mercato del lavoro

Foto: Marco Merlini
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“Il rapporto annuale Inps restituisce un quadro di grande preoccupazione sulla condizione del mercato del lavoro. Gli effetti della pandemia sono drammatici, e arretrano più di tutti donne e giovani, segno che non è possibile scommettere su una ripresa a due tempi, con le risorse investite del Pnrr che determineranno benefici occupazionali solo nei prossimi anni”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti a commento del XX Rapporto annuale Inps.

Scacchetti sottolinea che “oltre il 50% delle imprese è ricorso alla cig Covid nel 2020, ma anche nel 2021 l'impatto della pandemia ha pesato, seppur con meno forza, con un dato che vede oltre 280 mila imprese ancora in cassa a febbraio”. 

“Cresce, rispetto a un mercato del lavoro con forti disuguaglianze strutturali anche nel periodo precedente la pandemia, la polarizzazione delle condizioni”, fa notare la dirigente sindacale. “Se infatti pare positivo l'aumento dei lavoratori a tempo indeterminato, tale positività è resa pressoché nulla dalla flessione di tutte le altre tipologie di lavoro. Anche l'effetto positivo della misura del blocco dei licenziamenti è attenuato e controbilanciato dalla debolezza delle assunzioni”.

“Questo – aggiunge – dimostra in modo evidente che, nonostante le protezioni assunte e definite, il lavoro ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo sia dal punto di vista delle possibilità occupazionali che dal punto di vista dei salari”.

“Investimenti pubblici e privati rivolti a garantire un piano straordinario per l'occupazione; una riforma degli ammortizzatori sociali che non solo sappia garantire a tutti le giuste protezioni nelle fasi di riorganizzazione della produzione, ma che metta a disposizione più strumenti che aiutino l'intreccio fra riduzione dell'orario di lavoro e formazione, decisivi alla luce delle trasformazioni indotte dalla tecnologia. E ancora, un intervento sul mercato del lavoro che possa contrastare precarietà, insicurezza e sommerso, vera causa della spirale economica e sociale regressiva degli ultimi anni. Sono queste – conclude Scacchetti – le priorità che dovrebbero essere al centro dell'azione e delle proposte di governo”.