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Automotive

Stellantis, firmato importante accordo per Melfi

Foto: Remo Casilli/Ag.Sintesi
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Firmato un importante accordo per lo stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza), riguardante il primo investimento del futuro piano industriale. L’intesa prevede che, a partire dal 2024, a Melfi sarà allocata la produzione di quattro nuovi modelli completamente elettrificati, ognuno appartenente a un brand diverso, e in più un’area di assemblaggio batterie elettriche. Nel contempo si continuerà con la produzione delle vetture attualmente in loco e non solo, anche l’evoluzione delle stesse previste e confermate nel piano industriale 2018/2022.

“Lo stabilimento di Melfi – spiegano i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic, Uglm e Aqcf – sarà interessato da un’evoluzione organizzativa che vedrà la produzione di vetture su una linea soltanto, risultante dalla fusione sinergica tra due linee attualmente funzionanti: verranno progressivamente disinstallate parti non sufficientemente efficienti di una linea per lasciare il posto a un nuovo layout per l’assemblaggio diretto delle batterie. Questa linea potenziata manterrà invariata la capacità produttiva massima di 400 mila vetture, così facendo si garantisce la potenzialità del sito lucano, e sarà organizzata nel rispetto dell’ergonomia e di tutte le norme sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

L’accordo prevede un “piano di gestione temporaneo per far fronte ai cali di mercato e alla mancanza di semiconduttori, ma che mira anche ad agganciarsi all’investimento e alla transizione verso l’elettrico del 2024”. Stabilito anche un “contratto di solidarietà difensivo della quota massima del 45% che favorirà una equa rotazione giornaliera. In ogni caso è garantito che lo stabilimento di Melfi non avrà alcuna dichiarazione di esuberi strutturali”. Per i sindacati è “una conquista storica, rivendicata da lungo tempo, la garanzia per tutti i lavoratori della maturazione dei ratei dei relativi istituti contrattuali e di legge che permette il superamento delle perdite salariali”.

È stato anche definito un “piano di incentivazione volontaria all’esodo che definisce, per chi tra quattro anni può agganciarsi alla pensione, un contributo aziendale per i primi due anni al 90% della retribuzione lorda, per il terzo anno al 60% e per il quarto anno al 40%, e anche la copertura economica dei contributi. Per i lavoratori che volontariamente vogliono uscire dall’azienda, ma che non hanno i requisiti pensionistici, è previsto un incentivo che può arrivare fino a 75 mila euro lordi. Saranno favorite, in questa fase congiunturale, le trasferte verso gli stabilimenti italiani ed europei del gruppo Stellantis”.