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Ancona

Gruppo Elica, 11 giugno nuovo sciopero

Foto: Fiom Ancona (da Facebook)
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Quattro ore di stop e manifestazione cittadina contro la decisione di avviare 409 esuberi, chiudere lo stabilimento di Cerreto d'Esi e delocalizzare la produzione in Polonia

Nuovo sciopero dei lavoratori del gruppo Elica oggi (venerdì 11 giugno): previsto uno stop di quattro ore dell’area cooking (stabilimenti di Mergo e Cerreto D’Esi) e manifestazione ad Ancona. Il gruppo, leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, ha deciso di delocalizzare la produzione in Polonia, avviando un piano di riorganizzazione 2021-2023 che contempla 409 esuberi (su 560 dipendenti), la chiusura dello stabilimento di Cerreto D'Esi e lo spostamento all’estero del 70 per cento delle produzioni. Allo stop odierno farà seguito “un ulteriore pacchetto di ore di sciopero a sostegno delle nostre istanze che sono quelle di tutto il territorio”.

I sindacati lamentano di essere venuti a conoscenza di aperture al dialogo sulla vertenza tramite comunicati stampa. “Le discussioni si fanno ai tavoli di trattativa e di confronto”, spiegano Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil territoriali: “Parlare di contenuti di un negoziato sindacale tramite mezzi stampa è una forma inusuale e non consona alle corrette relazioni industriali. Vogliamo ricordare che negli anni Elica, tramite i suoi comunicati, ha sempre rappresentato un’azienda in piena salute e senza problemi, per poi annunciare, poco più di due mesi fa, un disastro finanziario ed economico, proponendo come unica soluzione lo scempio industriale del territorio e il disimpegno dall’Italia”.

Il coordinamento sindacale del gruppo è pronto “fin da subito a iniziare un confronto con l’azienda, anche avanzando proprie proposte, ricordando che il tavolo di discussione è quello nazionale e auspicandone la riconvocazione da parte del ministero dello Sviluppo economico in tempi rapidi”. Fiom, Fim, Uilm e Rsu aziendali, in conclusione, valutano “insufficienti le ipotetiche e vaghe disponibilità fatte sapere a mezzo stampa e dove comunque rimangono dei punti fermi da parte dell’azienda che sembrano tanto un ricatto, come già emerso nei momenti ufficiali di confronto precedenti, dove si è parlato solo di delocalizzazioni e licenziamenti che, a oggi, sembrano la strada che si continua a perseguire”.