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Taranto

Tessitura di Mottola, lavoratrici senza cig da un anno

Contratto tessile, si apre il confronto
Foto: Tololy Tutunai (da flickr)
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“Le lavoratrici della Tessitura di Mottola (azienda di proprietà del gruppo Albini di Bergamo, ndr), in cassa integrazione da oltre dodici mesi, protestano oggi contro la decisione dell’azienda di non anticipare l’erogazione della cassa. Ciononostante siano in ‘cassa a zero ore’ da più di un anno per il volere della direzione aziendale che ha deciso di cedere lo stabilimento di Mottola”: ha detto Sonia Paoloni, segretaria nazionale della Filctem Cgil, a margine dell’incontro avuto con il Prefetto di Taranto. Ricordiamo, a riguardo, che stamattina si è svolto un presidio pacifico, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, sotto la prefettura di Taranto.

“Il Prefetto – ha fatto notare la dirigente sindacale - ha spiegato di aver già contattato l’Inps e che contatterà direttamente il management del gruppo Albini per sollecitare l’azienda a presentare la domanda di cassa. Dal canto suo, l’Inps si è impegnata a liquidare velocemente quanto dovuto a patto che la Tessitura di Mottola attivi velocemente la richiesta della Cig di aprile. Con questo presidio abbiamo ottenuto l’attenzione del prefetto e i lavoratori potranno ora avere la sicurezza di un reddito”.

“Il 12 maggio, giorno di paga – ha ricordato la sindacalista -, le 120 lavoratrici avrebbero altrimenti rischiato la sorpresa di trovare zero euro in busta paga. Questo perché l’azienda, creditrice nei confronti dell’Inps di Taranto di diverse migliaia di euro, non ha ancora richiesto all’istituto il conguaglio della cassa. Non era accettabile che le lavoratrici, già a rischio per la perdita del posto di lavoro, subissero questa ulteriore decisione aziendale. Il pericolo era di mettere a repentaglio la tenuta economica di queste famiglie, in un territorio già fortemente colpito dalla disoccupazione. Ad aggravare la situazione, la decisione del management aziendale di non trasferire a Mottola parte della commessa ricevuta dalla Burberry, ma di farla lavorare solo negli stabilimenti di Bergamo, dove l’azienda continua invece ad anticipare la cassa integrazione, dimostrando di avere a disposizione le risorse necessarie”.