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Treviso: Belstaff chiude, ma c'è l'accordo con sindacati e Rsu

Veneto, ancora un morto sul lavoro. La strage continua
Foto: Foto di Samuele Ghilardi da Flickr
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Il piano di riorganizzazione aziendale prevede l'apertura della cigs per un anno e percorsi di formazione finalizzati al ricollocamento per 46 dipendenti della sede di Mestre

Rappresentanti di Belstaff, società controllata del gruppo Ineos, Rsu aziendali e sindacato di categoria si sono incontrati nella giornata di oggi, giovedì 8 aprile, presso la sede di Assindustria Veneto centro, al fine di definire il piano di fuoriuscite dei lavoratori della sede di Mestre, a seguito della decisione della casa madre di cessare l’attività nel territorio veneto dentro un quadro di riorganizzazione aziendale più generale.

Il confronto, puntuale e dai toni collaborativi – sottolineano le parti – ha portato alla firma di un accordo di programma relativamente alla gestione delle fuoriuscite. Sono 46, per la maggioranza donne, i dipendenti coinvolti. Per loro sindacato e azienda intendono “mettere a disposizione tutti gli strumenti di protezione attiva disponibili per assorbire l’impatto sociale derivante dalla cessazione dell’attività della sede di Mestre, tra i quali l’apertura della cassa integrazione straordinaria fino al massimo di un anno. Al termine della cigs, sarà garantito un esodo incentivato modulato per fasce di anzianità, da un minimo di 11 ad un massimo di 21 mensilità di retribuzione.

"Nel mentre – aggiunge il segretario generale della Filctem Cgil di Treviso, Massimo Messina, che sta seguendo la vertenza –, agli ammortizzatori sociali saranno, inoltre, agganciati percorsi di formazione finalizzati al ricollocamento”.

“Malgrado la chiusura del sito produttivo, siamo soddisfatti dall’incontro di oggi e dall’accorto raggiunto con Belstaff – conclude il dirigente sindacale –. Un accordo che definisce i tempi e mette in piedi un piano di tutele, percorsi formativi e garanzie economiche per i lavoratori”.