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Navigator

In piazza per chiedere il contratto

Patrizia Pallara
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Manifestazione nazionale in tutta Italia davanti alle prefetture e a Montecitorio a Roma per i 2.700 precari assunti da Anpal Servizi in scadenza il 30 aprile. Per i sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil oltre al rinnovo fino al 2022 occorre ristrutturare e rafforzare le politiche attive

Da Catania a Firenze, da Ancona a Genova, passando per Cagliari, Potenza, Milano, Roma, Napoli. I “navigator” di tutta Italia sono scesi in strada in presidio davanti alle prefetture e a Roma in piazza Montecitorio con i sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil per chiedere il rinnovo del contratto in scadenza il 30 aprile. Sono 2.700 lavoratori e lavoratrici, assunti con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa da Anpal Servizi, figure professionali introdotte per decreto nel 2019 e ritenute chiave per supportare i beneficiari del reddito di cittadinanza. Precari impegnati a cercare un’occupazione ai soggetti più deboli, che adesso rischiano a loro volta di rimanere a casa.

“Questi lavoratori hanno seguito percorsi di formazione e aggiornamento specifici per svolgere al meglio la loro attività nel mercato del lavoro – afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti -. Ora questo bagaglio di esperienze non può essere disperso: il contratto dei navigator va immediatamente prorogato. Riteniamo inoltre che vadano ristrutturate e rafforzate tutte le politiche attive, riforma che dovrà nascere da una sinergia tra governo, Regioni e parti sociali”. Una riforma che va condotta sia a livello centrale che sul piano locale, quindi, per renderle uno strumento concreto capace di generare nuova occupazione e di accompagnare coloro che sono stati espulsi dai cicli produttivi nel difficile percorso di ricollocazione. 

“È una giornata importante – racconta la segretaria nazionale del Nidil Cgil Silvia Simoncini, nel video - . Per la prima volta abbiamo raccontato questa vertenza attraverso la voce dei diretti interessati, che hanno potuto modificare la narrazione sicuramente errata della loro attività. Il mancato rinnovo dei contratti comporterebbe gravi ripercussioni sia dal punto di vista occupazionale, considerato il numero delle persone coinvolte, ma anche sotto l’aspetto dell’impoverimento dei servizi erogati alla collettività, che registrerebbero un’inevitabile regressione”.

 

“Il nostro Paese non ha bisogno di continui interventi emergenziali, slegati dal contesto e che impongono ogni volta un’estenuante ripartenza – afferma il Nidil Cgil in una nota -, ma di una visione prospettica in grado di traghettarci verso un futuro in cui i tassi di disoccupazione siano finalmente prossimi alla media europea. Bisogna risollevare le sorti di tante aree in cui i numeri raggiungono livelli allarmanti, specie se riferiti ai giovani ed alla partecipazione femminile al mercato del lavoro”. Per questo, ridurre il numero dei lavoratori e delle lavoratrici già disponibile è impensabile. Anzi, secondo il sindacato andrebbe anzi implementato per far fronte alle esigenze emergenti, soprattutto in considerazione del rischio quanto mai attuale di infoltimento della schiera delle persone in cerca di lavoro a causa della pandemia e del termine del blocco dei licenziamenti.

(Sotto il racconto sui social delle manifestazioni in Puglia, Campania e Lombardia)