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Campobasso

Atm, né salari né sicurezza

Davide Colella
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Si è chiuso con esito negativo il tentativo di conciliazione per la vertenza dell'Azienda dei trasporti Molisana. Senza un cambio di passo si va verso lo sciopero

Una videoconferenza che non ha risparmiato scintille quella per tentare di ricomporre la frattura tra lavoratori e Azienda Trasporti Molisana. Al centro della vertenza il mancato pagamento della tredicesima mensilità e dei salari di dicembre. Solo l'ultimo atto di una serie di ritardi che hanno costretto più volte i lavoratori a ricorrere a un decreto ingiuntivo per vedersi riconoscere la regolare corresponsione degli stipendi.

L'incontro. Alla presenza del viceprefetto di Campobasso, Pierpaolo Pigliacelli e dell'assessore ai trasporti della Regione Molise, Quintino Pallante, i rappresentanti dell'Atm e dei lavoratori si sono confrontati in un clima molto teso, stemperato a fatica dai rappresentanti delle istituzioni. Proprio pochi minuti prima della riunione, l’assessore regionale si era visto recapitare la quinta segnalazione consecutiva di Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl autoferro per formalizzare le inadempienze aziendali sul mancato accredito degli stipendi. Le giustificazioni dei rappresentanti legali di Atm, tese a scaricare i ritardi sulla Regione, hanno contributo ad accendere ancora di più gli animi. Se da un lato le organizzazioni sindacali hanno chiesto di revocare la concessione alla società, ancora più drastico è stato l’assessore Pallante che ha lasciato intendere come in Molise non ci sarà più spazio per le imprese di trasporto che non rispettano i diritti dei lavoratori.

Gomme lisce. Se il contratto nazionale di lavoro è scaduto da oltre tre anni, alla Atm pesano i mancati accordi sulla contrattazione aziendale. I sindacati hanno altresì allertato la Prefettura sulle condizioni di sicurezza dei mezzi, a partire dallo stato di usura degli pneumatici, che in presenza di ghiaccio e neve mettono in pericolo utenza e lavoratori. Una denuncia immediatamente recepita dal viceprefetto che ha garantito immediati controlli.

La cassa integrazione. In vista della imminente riapertura delle attività didattiche in presenza, la società ha deciso inspiegabilmente di collocare in cig ben 154 lavoratori per un fabbisogno totale di quasi 21 mila ore. Una richiesta sulla quale si è mostrata perplessa anche la Prefettura che negli ultimi giorni ha intensificato gli incontri con le imprese al fine di coordinare e programmare l’organizzazione del trasporto pubblico. I lavoratori si sono tuttavia impegnati, in questo particolare contesto emergenziale, a limitare disagi e disservizi all’utenza conseguenti alle possibili azioni di sciopero.