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Covid-19: sindacati trasporti, preoccupa riapertura magazzini

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“Un passo nella direzione giusta e l’emergere di una problematicità”. Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti su quanto contenuto nel Dpcm del 10 aprile per i settori della spedizione delle merci e dei magazzini, spiegando che “va bene l’individuazione delle merci che, in via prioritaria, dovranno essere distribuite sul territorio nazionale, mentre preoccupa la riapertura dei magazzini anche delle imprese che effettuano attività produttive sospese, nonché la spedizione verso terzi di merci giacenti e la ricezione in magazzino di beni e forniture”.

Per le organizzazioni sindacali “sarebbe stato necessario far prevalere il principio di precauzione e prudenza perché, in una situazione ancora fortemente critica sul piano dello sviluppo del contagio, si corre il rischio di abbassare i livelli di attenzione, relativamente alla salute e sicurezza sul lavoro”.

Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, “per quanto attiene alla ripresa delle attività di magazzino, consegna o ricezione, dovrà trovare piena applicazione quanto convenuto nel protocollo sulla sicurezza sottoscritto il 14 marzo scorso tra governo e parti sociali e quanto disposto dal protocollo sottoscritto, presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il 20 marzo tra parti datoriali e sindacati dei trasporti. In particolare, dovranno essere costituiti immediatamente i comitati aziendali per l’applicazione e la verifica del protocollo con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni territoriali e dei rispettivi rappresentanti sindacali”.

“In questa delicata situazione – concludono le tre organizzazioni sindacali – le imprese dovranno ottemperare scrupolosamente a tutte le disposizioni impartite dalle autorità sanitarie, fornendo le necessarie dotazioni di dispositivi di protezione individuali, sanificando tutti gli ambienti di lavoro secondo le frequenze stabilite e organizzando i processi per garantire il distanziamento sociale, fermo restando che saranno direttamente responsabili di eventuali situazioni di contagio che si dovessero sviluppare, in ordine a riaperture affrettate e non rispettose dei percorsi di tutela evidenziati”.