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Napoli, chieste 900 deroghe al Dpcm del 22 marzo

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Cgil Cisl Uil chiedono rigore e garanzia sui luoghi di lavoro

“La salute e la sicurezza dei lavoratori deve venire prima di ogni cosa. Mentre si parla di riapertura, spesso anteponendo gli interessi economici alla salute dei lavoratori e dei cittadini, le aziende attualmente aperte sono ancora troppe". È quanto affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati, in merito alla richiesta fatta al Prefetto di Napoli affinché ci siano le dovute garanzie e controlli sui luoghi di lavoro. Oltre a quelle inserite nella tabella allegata al Dpcm del 22 marzo nella provincia di Napoli, circa 900 aziende hanno chiesto a vario titolo alla Prefettura di derogare alla chiusura.

Un numero consistente, secondo Cgil Cisl Uil di Napoli, che ha reso necessario un attento lavoro di verifica sulle aziende. I sindacati danno atto alla Prefettura di aver risposto positivamente e tempestivamente alle richieste avanzate ma, nonostante l’impegno e la serietà dei controlli predisposti, che ha portato anche a vari provvedimenti di sospensione, le preoccupazioni sono ancora forti. Infatti, tra le richieste fino ad ora esaminate dai sindacati, pari al oltre la metà del totale, circa il 90% delle aziende non dà alcuna indicazione, nemmeno in termini di autocertificazione circa il rispetto delle condizioni di sicurezza. Cgil Cisl Uil di Napoli "reclamano assoluto rigore e garanzie certificate che salvaguardino la salute dei lavoratori e dei cittadini".