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Tirrenia: a pagare non siano lavoratori e cittadini

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Il sequestro conservativo dei conti correnti di Tirrenia, disposto dai commissari della compagnia attualmente in amministrazione straordinaria, preoccupa molto il sindacato di categoria Filt Cgil. Perché in un momento di emergenza come questo si ha bisogno di tutto fuorché di decisioni che penalizzano i dipendenti da un lato, e i passeggeri e le merci considerate essenziali dall'altro. “Per questo ci appelliamo al governo affinché non siano i lavoratori e i cittadini a pagare le conseguenze di una situazione che non hanno certamente contribuito a creare” sostiene Enrico Poggi, Filt Cgil Genova.

Al sequestro è seguito l’annuncio dell’interruzione immediata dei collegamenti con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti: rischiano quindi di rimanere bloccate nei porti le navi che garantiscono la continuità territoriale, un diritto costituzionalmente sancito, facendo venir meno anche i rifornimenti medicali e gli approvvigionamenti da e per le isole. “Al momento, naturalmente, il divieto di spostamento dal proprio comune di residenza vigente per tutti i cittadini fa sì che la decisione si ripercuota, almeno nell’immediato, su un numero limitato di utenti – spiegano da Federconsumatori -. Ma nei prossimi mesi non è escluso che possano verificarsi disagi, problemi e cancellazioni per quanti hanno già acquistato biglietti”. A questo proposito lo sportello dell’associazione ricorda che il Regolamento UE 1177/2010 stabilisce tutele ben precise in queste circostanze. In particolare, in caso di cancellazione o ritardo alla partenza superiore a 90 minuti, la compagnia deve assicurare pasti e bevande e, in caso sia necessario un pernottamento, una sistemazione adeguata. Inoltre il vettore deve offrire all’utente la scelta tra il trasporto alternativo verso la destinazione finale a condizioni simili, non appena possibile e senza alcun supplemento; il rimborso del prezzo del biglietto.