Siglato il primo accordo di cassa integrazione per i lavoratori di un’azienda in confisca di primo grado: i 21 ex lavoratori Fenice Store Srl, che gestiva il supermercato all’interno della Galleria Portobelli di Carini (Palermo), potranno beneficiare dell’ammortizzatore sociale dopo una vertenza lunga ed estenuante, che ha visto intrecciarsi una realtà commerciale posta sotto sequestro dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, con un’altra, proprietaria dell’intera Galleria, in confisca di primo grado. A darne notizia è la Filcams nazionale.

La Fenice Store Srl, che gestiva, con affitto di ramo d’azienda, il supermercato all’interno della Galleria Portobello, in confisca di primo grado, è stata posta sotto sequestro nel settembre 2017 e dall’8 dicembre dello stesso anno a oggi i lavoratori sono rimasti senza retribuzione. "Il loro sacrificio economico, dopo oltre un anno di trattative, azioni di protesta e di manifestazioni di interesse presentate, dovrebbe terminare presto, grazie agli accordi sottoscritti da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lo scorso 25 febbraio”, si legge sul sito della Filcams nazionale.

Spiega Monja Caiolo, segretaria generale della Filcams Cgil Palermo: “Da oggi i 21 lavoratori saranno in cassa integrazione e, auspichiamo presto, potranno tornare ad avere un reddito, in attesa che si perfezioni il subentro con il nuovo soggetto imprenditoriale, nonché la realizzazione degli interventi di ristrutturazione del centro commerciale e, quindi, la ripresa dell’attività lavorativa".

"Gli accordi sottoscritti il 25 febbraio – conclude la dirigente sindacale – segnano una svolta positiva in un percorso che stato segnato da molti ostacoli. È il primo accordo di cassa integrazione, da quando è in vigore il nuovo Codice antimafia, che sottoscriviamo per un’azienda in confisca di primo grado: un traguardo importantissimo per questi 21 lavoratori che con tenacia hanno lottato per la salvaguardia occupazionale: ci auguriamo che il ministero del Lavoro renda presto noti modalità e criteri di accesso all’ammortizzatore sociale. La nostra attenzione rimarrà alta”.