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È arrivato il momento che la presidente della Commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno riprenda in mano il testo della proposta di legge sulla violenza sessuale contro le donne approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati. Il testo frutto di un accordo tra due donne, Meloni e Schlein, rotto da un’altra donna, la Bongiorno appunto, su pressione degli uomini.
Martedì scorso, infatti, il Parlamento europeo a grande maggioranza ha approvato una risoluzione con la quale “chiede alla Commissione di presentare una proposta legislativa che stabilisca una definizione comune di stupro basata su un consenso libero, informato e revocabile”. Questi voti: 447 a favore, 160 contrari (tra questi, le delegazioni di Fratelli d’Italia e Futuro nazionale di Roberto Vannacci) e 43 astensioni (tra le quali la Lega),
Esattamente il punto frutto dell’accordo tra Meloni e Schlein che Bongiorno ha infranto perché gli uomini del suo partito – la Lega – e non solo, hanno cominciato a dire che con quella formula una donna che avesse voluto vendicarsi di un uomo avrebbe potuto affermare che il consenso non c’era e farlo incriminare per stupro. Che misera idea delle donne hanno quegli uomini. E soprattutto, che manifesta volontà di potere sulle donne che quegli uomini svelano.
La relatrice della commissione Diritti delle donne, Joanna Scheuring-Wielgus (S&D, Polonia), parlando della risoluzione ha dichiarato: “Una donna su tre nell’Unione Europea ha subìto violenza di genere. Una su venti è stata stuprata. Grazie al coraggio di donne come Gisèle Pelicot sta crescendo la richiesta di azione”.
Scheuring-Wielgus così continua: “Sappiamo che nelle nostre comunità ci sono innumerevoli vittime, molte delle quali non vedranno mai giustizia. Il Parlamento chiede giustizia, sollecitando la Commissione a presentare una proposta legislativa per migliorare concretamente la situazione delle donne, superare norme obsolete e garantire lo stesso livello di protezione in tutta l’Unione”.
La risoluzione europea chiede, però, molto di più. Innanzitutto, afferma che tale idea di stupro è quella contenuta nella Convenzione di Istanbul che l’Italia ha ratificato nel 2013, ma che ancora non viene attuata nella sua completezza. E poi, come ha affermato Scheuring-Wielgus, il testo votato dal Parlamento chiede che la violenza contro le donne sia considerato reato Eu e che tutti gli Stati membri uniformino il proprio quadro legislativo per garantire – appunto – lo stesso grado di protezione a tutte le donne.
E non finisce qui. Nel testo si fa riferimento esplicito al fatto che solo se viene introdotto il concetto di consenso esplicito libero e informato si può garantire giustizia alle vittime. Al centro della norma deve esserci, infatti, la persona, per questo i parlamentari che l’hanno approvata chiedono “un approccio intersezionale e centrato sulla vittima, che includa cure mediche immediate, assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, accesso a un aborto sicuro e legale, cure per il trauma, supporto psicologico e assistenza legale”. Propongono inoltre “servizi specialistici gratuiti, tra cui centri d’emergenza attivi 24 ore su 24 che offrano supporto medico, psicologico e legale”.
Infine, se la risoluzione chiede che venga prevista una formazione specifica e obbligatoria per tutti i soggetti che entrano in contatto con le vittime di stupro, dalle forze dell’ordine ai magistrati, gli operatori sanitari, ce ne anche per Valditara e company. Il testo infatti chiede che la Commissione europea definisca “linee guida Ue sull’educazione alla sessualità e alle relazioni, campagne di sensibilizzazione su consenso, integrità sessuale e autonomia corporea, nonché azioni contro i miti sullo stupro, contenuti anti-genere e propaganda ‘incel’ (celibi involontari) online”.
Forse a battere un colpo, oltre che Bongiorno, dovrebbe essere appunto anche il ministro dell’Istruzione Valditara. Si aspettano tempestive reazioni.


























