A Roma l’inflazione corre più della media nazionale. A maggio 2026 i prezzi sono aumentati del 3,6% nella Capitale, contro il 3,2% in Italia. È l’allarme della Cgil di Roma e del Lazio che chiede “misure urgenti per sostenere il potere d’acquisto e contrastare le speculazioni sui beni essenziali”.

"A Roma l’inflazione continua a salire e a correre più della media nazionale. Nel mese di maggio 2026 l’indice Nic della Capitale raggiunge quota 103,9, contro il 103,1 nazionale, con uno scarto di 0,8 punti e una variazione tendenziale del +3,6% rispetto al +3,2% dell’Italia. I dati dell’Istat certificano ancora una volta come nella Capitale sia più intensa l’erosione del potere d’acquisto di chi vive di salari e pensioni”. Lo scrive in una nota Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio.

“Il valore reale delle retribuzioni nel Lazio è inferiore del 7,7% rispetto al 2008”

“Solo pochi giorni fa – afferma Di Cola – Banca d’Italia ha ricordato che il valore reale delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo del Lazio è ancora inferiore del 7,7% rispetto al 2008 mentre oggi la Caritas, secondo quanto emerge dal nuovo rapporto, evidenzia una povertà sempre più strutturale, con un aumento delle persone sostenute e senza segnali di attenuazione delle difficoltà sociali”.

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“Fare presto e non sottovalutare: servono misure urgenti”

“Di fronte a questo quadro occorre fare presto e non sottovalutare. Servono misure urgenti non solo da parte del governo ma anche da parte delle istituzioni del territorio per sostenere il potere d’acquisto, combattere il carovita e dare risposte alla sofferenza delle cittadine e dei cittadini. Al Comune di Roma abbiamo avanzato proposte concrete, a partire dal taglio dell’addizionale comunale Irpef legata alla gestione commissariale del debito, ormai conclusa, dal contrasto alle speculazioni sui beni essenziali e dal rafforzamento delle misure di sostegno”, conclude Di Cola.