Ogni anno in Italia la corruzione costa tra i 50 e i 150 miliardi di euro, con un Paese che, solo negli ultimi anni, è passato nell’indice di percezione della corruzione di Transparency International dal 41° posto nel 2022 al 52°. Questo anche a causa di alcune scelte compiute recentemente dal governo e Parlamento: dall’abolizione del reato di abuso d’ufficio all’indebolimento di presidi fondamentali in termini di responsabilità di impresa, danno erariale, possibile depotenziamento della Corte dei conti. Di questo e altro si parlerà all’iniziativa su "Legalità e appalti: la nuova direttiva europea anticorruzione" che si terrà a Roma presso la Cgil nazionale (sala Santi ) lunedì 22 giugno a partire dalle ore 9.30
“Sarà un’importante occasione di approfondimento e di discussione – spiegano i promotori – in relazione agli attuali strumenti di contrasto alla corruzione e alle infiltrazioni criminali, soprattutto in vista del recepimento da parte del nostro Paese della nuova direttiva europea anticorruzione approvata nel mese di maggio 2026 e che riguarda tanto la sfera pubblica che quella privata, con particolare attenzione alla cosiddetta 'responsabilità di impresa', al ripristino di specifici reati, oltre che in materia di misure di prevenzione”.
A presiedere l'incontro sarà Alessio Festi, responsabile Politiche per la legalità e sicurezza della Cgil nazionale. A introdurlo, con la sua relazione, sarà Alessandro Genovesi, responsabile Contrattazione inclusiva, appalti e contrasto al lavoro nero. Parteciperanno Stefania Pellegrini dell’Università di Bologna e Giuseppe Lo Monaco, policy advisor del Parlamento europeo.
La mattinata si concluderà con una tavola rotonda – coordinata dalla vicedirettrice di Open Sara Menafra – in cui si confronteranno Giuseppe Busia, presidente dell’Anac), Paola Briguori, magistrata della Corte dei conti ed ex presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei conti, e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.





















