“La polemica sul ‘patentino antifascista’ richiesto dagli organizzatori della fiera Più libri più liberi è semplicemente pretestuosa. Nella domanda di adesione viene chiesto agli editori che vogliono partecipare di riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell'ordinamento democratico della Costituzione italiana. In buona sostanza, viene chiesto di sentirsi custodi di un patto che dice no alla privazione della libertà, no alla violenza come metodo politico e no alla discriminazione, impegnandosi invece a costruire una convivenza basata sulla dignità, sulla solidarietà e sulla partecipazione di tutti. Ci auguriamo pertanto che la Polizia di Stato, che da anni partecipa alla fiera, assieme ad altre istituzioni, con uno spazio espositivo dedicato alle proprie pubblicazioni editoriali e alla rivista ufficiale Polizia moderna, possa confermare la propria presenza”. Così in una nota Pietro Colapietro, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, all’antivigilia della mobilitazione nazionale del 18 giugno, che vedrà in piazza assieme rappresentanti del comparto sicurezza e difesa.

La nostra democrazia nasce dal rifiuto dell'odio, prosegue Colapietro, “e la difesa dei valori costituzionali non ammette mediazioni. Essere antifascisti è la condizione essenziale per essere cittadini liberi. Sulla libertà non si scende a compromessi. La Polizia di Stato rappresenta il braccio dello Stato che garantisce l’esercizio delle libertà democratiche. Se l’istituzione si allontanasse dai valori antifascisti, verrebbe meno la sua funzione di garante imparziale. Le lavoratrici e i lavoratori in divisa hanno giurato sulla Costituzione che non è e non può essere, per chi ha studiato la storia, un documento 'neutro', ma un atto fondativo di rottura col passato. Di conseguenza – conclude -, per chi è chiamato a difenderla e a farla rispettare, l’antifascismo non è un’opinione politica, ma una condizione di servizio”.