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Leggi di iniziativa popolare su sanità e appalti: si muovono anche studenti e studentesse. Il Cnsu (il
Consiglio nazionale degli studenti universitari) ha appena approvato due mozioni presentate dall’Unione degli universitari che affrontano temi centrali per il futuro delle nuove generazioni: il diritto alla salute e la dignità del lavoro.
Le due mozioni si inseriscono nel solco delle leggi di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e sugli appalti, portando all’interno delle istituzioni universitarie questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di studenti e studentesse.
La prima mozione interviene sulla condizione degli studenti e delle studentesse impegnati nei tirocini curriculari dell’area sanitaria. Oggi migliaia di persone sostengono costi elevati per svolgere attività formative essenziali, senza alcun riconoscimento economico e spesso in contesti caratterizzati da carenze strutturali, sovraccarico del personale e insufficienza dei servizi di supporto.
Attraverso l’approvazione della mozione, il Cnsu chiede maggiori investimenti nella sanità pubblica, l’introduzione di tutele economiche per chi svolge i tirocini, il potenziamento del sistema di tutoraggio e interventi strutturali per la salute mentale degli studenti.
“La qualità della formazione sanitaria dipende anche dalla qualità del Servizio sanitario nazionale. Non è possibile continuare a chiedere agli studenti di sostenere costi sempre maggiori per garantire il funzionamento di un sistema sotto pressione”, commenta Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Udu.
"Difendere la sanità pubblica significa difendere anche il diritto allo studio e il futuro delle professioni sanitarie”, dichiara.
La seconda mozione affronta invece il tema degli appalti nelle università e negli enti per il diritto allo studio. Dalle mense alle residenze universitarie, dai servizi di pulizia a quelli di portierato e manutenzione, migliaia di lavoratori e lavoratrici garantiscono ogni giorno il funzionamento degli atenei italiani. La qualità dei servizi offerti agli studenti passa inevitabilmente dalla qualità del lavoro di chi quei servizi li eroga.
Per questo il Cnsu ha chiesto l’avvio di protocolli tra università, enti per il diritto allo studio e organizzazioni sindacali finalizzati a contrastare il dumping contrattuale, lo sfruttamento e le infiltrazioni criminali negli appalti, promuovendo l’applicazione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, la tutela dei lavoratori in subappalto, la sicurezza sul lavoro e la continuità occupazionale.
“Non può esistere un’università che insegna diritti e legalità se poi tollera condizioni di precarietà e sfruttamento al proprio interno. Gli atenei devono essere un esempio concreto di responsabilità sociale, garantendo che ogni servizio sia erogato nel rispetto della dignità del lavoro”, conclude Bruscella.
Per l’Udu l’approvazione delle due mozioni rappresenta un importante segnale politico da parte dell’organo di rappresentanza nazionale degli studenti universitari: “In una fase in cui aumentano le disuguaglianze nell’accesso alle cure, crescono le difficoltà economiche e si moltiplicano le forme di lavoro povero e precario, il mondo universitario sceglie di schierarsi a difesa dei diritti sociali e del lavoro di qualità”.
“Per noi università significa anche cittadinanza. Le studentesse e gli studenti non vivono in una bolla separata dalla società: hanno bisogno di una sanità pubblica forte, accessibile e universale, così come di un mercato del lavoro fondato su diritti, sicurezza e dignità. Per questo continueremo a sostenere tutte le iniziative che vanno in questa direzione, dentro e fuori gli atenei”, sottolinea Lorenzo Bassi, presidente del Cnsu.






















