PHOTO
Su 85 progetti di asili nido e scuole dell’infanzia nelle Marche, solo uno risulta completato, quello di Osimo, in provincia di Ancona. È quanto emerge dai dati Regis (Mef) al 14 ottobre 2025, elaborati dalla Cgil, relativi al Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza. Un quadro preoccupante. A quattro anni dall’avvio del piano nazionale di ripresa e resilienza e a meno di sei mesi dalla scadenza, al netto di eventuali proroghe, lo scenario dello stato di attuazione della Missione 4 e in particolare del “Piano asili nido e scuole dell’infanzia” (M4-C1-1.1) è allarmante: troppi cantieri procedono a rilento, con ritardi preoccupanti nell’esecuzione dei lavori o ancora fermi alla fase di progettazione.
I dati: la Marche sono agli ultimi posti: solo l’1,2% dei progetti finanziati è stato completato
Le Marche si collocano tra le regioni con i risultati più bassi rispetto alla media nazionale sia per quanto riguarda la percentuale di progetti completati sia per i pagamenti effettuati. I dati evidenziano che i comuni di maggiori dimensioni e con una solida capacità progettuale e gestionale hanno beneficiato maggiormente dei fondi del Pnrr. Questi comuni, spesso già dotati di una maggiore infrastrutturazione per l’infanzia, sono stati favoriti dai criteri di accesso ai bandi, soprattutto nella prima fase del Pnrr.
Al contrario, i comuni più piccoli hanno riscontrato difficoltà nell’adesione ai bandi e nell’assegnazione dei fondi, evidenziando uno squilibrio nell'attuazione degli investimenti e confermando la disparità tra le diverse aree del Paese. La percentuale di pagamenti effettuati rispetto al finanziamento totale (148,9 mln di euro) è del 40,2%, leggermente superiore alla media nazionale del 38,8%, ma comunque lontana dai risultati delle regioni più virtuose come Valle d'Aosta (58,1%) e Trentino-Alto Adige (52,4%).
Nelle Marche è stato completato solo l’1,2% dei progetti finanziati, un dato significativamente inferiore alla media nazionale del 7,7%. Questo colloca la regione tra le ultime in Italia per percentuale di progetti completati. L’unico progetto completato risulta essere la ristrutturazione portata a termine nel Comune di Osimo.
In relazione alla fase di esecuzione delle opere, a ottobre 2025 si osservano ritardi evidenti nella fine di esecuzione dei lavori. Degli 85 progetti validati, 68 risultano avere ritardi nella fine dei lavori (80%), mentre sono ancora in corso le opere per 14 progetti (16,5%). La fase di esecuzione dei lavori è stato conclusa solo in 3 progetti (3,5%), dei quali due in attesa di collaudo.
Nelle Marche i posti disponibili nei nidi coprono il 32% del fabbisogno. Ogni famiglia spende 1.799 euro
Andando a effettuare una mappatura dei servizi territoriali nelle Marche sugli asili nido e sezioni primavera, dai dati Istat 2023, elaborati da Ires Cgil Marche, emerge che sono presenti 325 servizi attivi di asili nido e sezioni primavera (pubblici e privati), i quali garantiscono un totale di 8.804 posti. Un numero che, però, già non copre le esigenze delle famiglie: nella regione, la percentuale di copertura dei posti rispetto ai residenti tra 0 e 2 anni di età raggiunge il 32%, con divari territoriali significativi. Quanto alla spesa media pro capite delle famiglie, nelle Marche è pari a 1.799 euro, con un aumento, in termini assoluti, del 30,5% rispetto al 2022, spesa più alta rispetto al Centro e al Paese. Di contro, diminuisce del 2,7%, nel 2023, rispetto al 2022, la spesa a carico dei Comuni.
Cgil Marche: “Pnrr occasione irripetibile: se persa certificherebbe incapacità della Regione”
“Dai dati emergono grandissimi divari territoriali, determinati dalla sovrapposizione tra le difficoltà di accesso ai fondi e la contemporanea assenza di servizi – spiegano Eleonora Fontana e Loredana Longhin, segreteria Cgil Marche –. In questo scenario di ritardi, è difficile credere che si possano terminare tutti i lavori per collaudare le strutture entro giugno, data prevista per la scadenza definitiva”.
Il Pnrr “è un’occasione irripetibile che, se persa, certificherebbe l’incapacità della regione di raggiungere standard europei e di garantire ai bambini e alle bambine il fondamentale diritto a un percorso educativo di qualità sin dai primissimi mesi di vita. Sarebbe una sconfitta di enormi proporzioni per la Regione, che risulta così incapace di dotarsi di infrastrutture sociali, volte a raggiungere obiettivi vitali per il futuro (aumento della natalità, dell’occupazione, lotta alle diseguaglianze e alla povertà educativa e materiale) e soprattutto a quello primario e fondamentale: garantire i diritti di tutti i bambini e le bambine a un’educazione di qualità sin dalla prima infanzia, in un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni”.
























