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Il 44 per cento della manodopera impiegata nelle campagne italiane è di origine straniera e circa il 25 per cento del totale è esposto a sacche storiche di sommerso, sfruttamento e caporalato. Nonostante questi numeri e questa realtà del lavoro agricolo, prende piede la retorica del Made in Italy e una deriva razzista sulla remigrazione.
Questo uno dei temi al centro della prima assemblea nazionale dei lavoratori migranti della Flai Cgil “Antirazzismo a lavoro”, il 30 giugno e il 1° luglio, che si tiene a Roma nell’azienda Agricoltura Nuova.
Coordinamento migranti
Si tratta di una tappa fondamentale di un percorso che il sindacato dell’agroindustria ha fatto partire nel febbraio scorso con la costituzione del coordinamento nazionale migranti, un organismo che punta a mettere in rete i diciotto coordinamenti regionali che hanno visto la luce in questi mesi, insieme alle tante associazioni e organizzazioni che si occupano di migrazione in Italia e che lavora per portare avanti le battaglie della contrattazione sociale.
“L’ambizione è portare la politica rivendicativa a tutela dei lavoratori dell’agroindustria giunti qui da altri Paesi - afferma Matteo Bellegoni, capodipartimento delle politiche migratorie e legalità della Flai - anche nella contrattazione nazionale di categoria, come avvenuto recentemente con il rinnovo del contratto degli operai agricoli”.
Al centro la dignità umana
Di fronte all’assenza di politiche efficaci e contro un modello di sviluppo economico basato sulla logica di distrazione e repressione del “festa, farina e forca” che salda sfruttamento e razzismo, la Flai risponde con un grande incontro che rimette al centro la dignità umana e il diritto al lavoro contrattualizzato. Sono attesi a Roma circa 200 delegati dei territori e lavoratori provenienti da 20 Paesi diversi.
Il programma
La giornata del 30 giugno si apre nel pomeriggio con il panel “Remigrazione: il razzismo che si fa sistema di oppressione”: intervengono Boulaye Sako, parente del giovane Bakary brutalmente ucciso a Taranto nella notte del 9 maggio, Caterina Contegiacomo e Luca Casarini, attivista e fondatore di Mediterranea Saving Humans, Stefania N’Kombo Josè Teresa in rappresentanza di Lunaria, il sociologo Antonio Ciniero e il criminologo Vincenzo Scalia. La conclusione è affidata a Giovanni Mininni segretario generale Flai. La giornata si chiude con una cena con piatti del Marocco, Sudan, Palestina e Pakistan curata da Slow Food Roma e il concerto di Ziad Trabelsi & Carthage Mosaik.
Il 1° luglio si apre con Matteo Bellegoni che introduce gli interventi dei delegati provenienti dai territori e di Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, e prosegue con la presentazione della Guida operativa immigrazione 2026 realizzata dalla Flai in collaborazione con lo studio legale Lanzilao, un dispositivo pensato non solo come strumento sindacale ma anche come vademecum per i lavoratori. A chiudere i lavori, Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale Cgil.























