Si conclude la tornata degli incontri “tecnici” tra governo e sindacati. Il 15 marzo il primo, sullo “sblocca cantieri”, giudicato da Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl molto deludente. Il secondo sul salario minimo, il 20 marzo, valutato positivamente dalla Cgil nazionale. E per oggi (giovedì 21 marzo) il terzo, con appuntamento alle ore 15 a Roma, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico (per la Cgil partecipa la vicesegretaria generale Gianna Fracassi). Il tema è la “crescita”, sul quale il governo sta approntando un apposito decreto, di cui circolano le prime bozze, contenente una serie di misure fiscali e per il rilancio degli investimenti sia pubblici sia privati. Il decreto dovrebbe andare di pari passo con il Documento di economia e finanza (Def), che l’esecutivo si è impegnato a presentare entro il 10 aprile.

Per quanto riguarda la parte fiscale, il decreto dovrebbe prevedere incentivi per le piccole e medie imprese (con la reintroduzione del superammortamento) e in materia di ricerca e sviluppo (con la proroga dell’attuale credito d’imposta), sostegni all’edilizia, agli interventi antisismici e all’efficienza energetica, oltre a misure relative alle piattaforme digitali e al cosiddetto “rientro dei cervelli”. La sezione per il rilancio degli investimenti privati, invece, contemplerebbe nuove linee di intervento per le medie imprese, misure specifiche per il settore turistico e per quello idrico, minibond per le piccole aziende, nuove risorse in favore degli investimenti coperti dalla legge Sabatini (tecnologie digitali), e altre misure riguardanti cartolarizzazioni, dismissioni immobiliari e fondo di garanzia per la prima casa. Per gli investimenti pubblici, infine, il “grosso” delle misure interesserebbero la materia degli appalti (tutte orientate alla semplificazione, alla flessibilità procedurale e anche direttamente alla sospensione di alcune norme), cui si aggiungerebbero interventi sui contenziosi, sulla responsabilità per danno erariale, sul partenariato pubblico-privato e sui controlli dei mercati elettronici.

Cgil, Cisl e Uil porteranno al tavolo con il governo i contenuti della piattaforma unitaria, a sostegno della quale si è svolta il 9 febbraio la grande manifestazione di Roma. Una piattaforma che rilevava come la legge di bilancio non desse “risposte adeguate alla situazione del Paese”: una finanziaria “insufficiente e recessiva”, che ha “tagliato 6,4 miliardi di euro ai fondi per gli investimenti pubblici, quando sono proprio gli investimenti la prima leva dell’economia italiana per generare una crescita sostenuta, rinnovare il modello di sviluppo e creare nuova occupazione”. Una finanziaria, inoltre, che non ha “diminuito la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente e da pensione, rinunciando così ad agire sulla domanda interna”, considerando anche che “l’equità del sistema e la lotta all’evasione non si realizzano introducendo la flat tax e riproponendo il sistema dei condoni”.

Sulla necessità di una riforma fiscale basata sulla progressività delle imposte è più volte intervenuto il segretario generale della Cgil. “Va messa in campo una riforma che riduca la tassazione per quelli che pagano già e che intervenga anche su tutte le forme di ricchezza che oggi esistono, da reddito e non solo. Ognuno deve pagare in base a quello che guadagna e alle sue proprietà”, ha detto Landini: “È evidente che da noi c'è una questione di diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza. È sotto gli occhi di tutti che chi era ricco è diventato ancora più ricco e chi era povero si è impoverito ancora di più. La risposta non è la flat tax, che fa soltanto aumentare questi squilibri”. Per il leader sindacale, dunque, è necessario “ridurre il peso delle tasse sul lavoro dipendente e sui pensionati, aumentando le detrazioni e rivedendo il sistema delle aliquote”.

Allo stesso tempo bisogna rilanciare gli investimenti. “Senza un piano straordinario di investimenti pubblici e privati non si creano posti di lavoro, oggi abbiamo più che mai necessità di impiegare risorse per rimettere in moto il Paese. L’esecutivo invece ha ridotto gli investimenti, soprattutto per il Sud e per il mondo pubblico, e ha chiuso i cantieri”, ha spiegato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Evidenziando un punto che sembra essere sfuggito ai più: “Nella legge di stabilità hanno messo le poste per l’aumento dei salari nel pubblico impiego. Stando a quelle cifre, l’incremento sarà di 14 euro lordi nei prossimi tre anni. Non si rendono conto che così facendo offendono se stessi e i lavoratori, non si rendono conto che il lavoro pubblico è cultura e assistenza alle persone, è diritto alla salute e inclusione sociale, è solidarietà e crescita del paese”.