La Fisac Cgil del Garante della privacy, “al termine dell’ennesima giornata di sofferenza e di angoscia dei dipendenti per le sorti dell’istituzione che hanno contribuito a consolidare, ritiene necessario e ormai non più procrastinabile un gesto di responsabilità del Collegio per restituire serenità e credibilità all’intero settore della protezione dei dati personali e delle Autorità amministrative indipendenti”.

Il sindacato, in un comunicato, “ribadisce pertanto la più volte invocata richiesta di dimissioni del Collegio come unico atto idoneo non solo a consentire all’ufficio di tornare a svolgere la propria funzione senza ombre e incertezze, ma anche ai singoli componenti coinvolti di salvaguardare con decoro le proprie posizioni individuali, oggi fortemente messe in discussione da una indagine giudiziaria che ha assunto connotati ancora più gravi e allarmanti rispetto a quelli emersi dalle recenti inchieste giornalistiche. 

A tale riguardo non si può non sottolineare che le contestazioni relative a spese non in linea con la sobrietà richiesta ad una amministrazione pubblica intervengono in un contesto lavorativo nel quale, nonostante gli sforzi dei sindacati e le richieste di tutti i dipendenti, non si riesce a dare soluzione alla più che ventennale questione dei lavoratori precari di servizi esternalizzati, i cui stipendi si aggirano intorno ai mille euro mensili”.

Quindi il sindacato lancia un appello a tutte le Istituzioni affinché sia sanata l’anomalia del
nostro Paese “che non ha dato seguito alle indicazioni europee per la individuazione di
disposizioni di legge che consentano di sottoporre l’operato dei Garanti alla valutazione di
organi di controllo idonei a ripristinare in ogni momento le condizioni di indipendenza e
trasparenza dell’intera Autorità
”.

Infine la Fisac Cgil si rivolge all’opinione pubblica per ribadire che “i dipendenti dell’Autorità, che ogni giorno affrontano sfide giuridiche e sociali rilevanti curando gli oltre quattromila reclami, le centomila segnalazioni e le diverse decine di migliaia di quesiti che pervengono annualmente dai cittadini, sono e resteranno estranei a logiche che non appartengono al mandato pubblico, continuando a garantire un presidio di tutela dei diritti e delle libertà personali, unico vero patrimonio di credibilità su cui questa istituzione potrà contare per il proprio futuro".