Terza assemblea nazionale del Social forum dell’abitare, a Roma fino al 6 giugno, dal titolo “Non c’è più spazio da perdere: convivere, progettare, agire”. Tre giorni per discutere, ragionare e confrontarsi sul tema e avviare una mobilitazione dal basso per una proposta di legge sulla casa e l’abitare.

Tema centrale

“Sempre di più da quando siamo nati il tema dell’abitare è diventato centrale non solo per la vita dei cittadini, ma anche nelle notizie della stampa, nelle tante mobilitazioni locali, nelle proposte che stanno emergendo dalla politica istituzionale – si legge nella nota di presentazione del Forum, di cui fa parte la Cgil -. C’è l’inizio di un movimento a cui ci sentiamo di appartenere e al quale vogliamo continuare a contribuire”.

Il programma è fitto di appuntamenti, alcuni in plenaria, altri con laboratori che danno una lettura dei fenomeni, ma anche strumenti di attivazione su alcuni temi. Dopo il lancio della mobilitazione ieri (4 giugno), oggi è il momento di un bilancio di questi tre anni di Social forum. Infine sabato la conclusione dei lavori all’aperto, in piazza Vittorio, con la prima consultazione dal basso per la costruzione di una proposta di legge.

Una nuova idea di città

“Teniamo insieme il contesto delle politiche sull’abitare a livello europeo, nazionale e locale e le tante voci che in questi anni hanno costruito uno spazio di innovazione, di pensiero e azione – proseguono gli organizzatori -. Proviamo a costruire una nuova idea delle nostre città, ma anche dei territori che vivono lo spopolamento. Abbiamo di fronte grandi sfide”.

Casa e abitare

“Il valore del Social forum è mettere insieme diversi protagonisti del settore, associazioni, sindacati, movimenti che portano avanti le stesse istanze su un tema che è sempre di più un diritto, una prestazione esigibile – dichiara Laura Mariani, responsabile politiche abitative e per lo sviluppo urbano Cgil -. Attraverso confronti e iniziative metteremo in fila i punti salienti della nostra proposta che sarà, appunto, discussa dal basso: non parliamo di abitare in senso stretto, perché avere un tetto sulla testa non basta, è necessario che i contesti siano inclusivi, serviti e sostenibili”.

10 punti

Sono dieci i punti da cui si partirà per il confronto sulla proposta di legge, che hanno al centro la giustizia sociale e l’ambiente: la casa come diritto di tutti i cittadini che deve essere garantito dallo Stato, affitti sociali a prezzi sostenibili, più case popolari e meglio mantenute, mappatura e recupero degli immobili inutilizzati, una transizione ecologica equa, stop alle speculazioni, solo per citarne alcuni.

“Mentre l’Europa ha dato rilievo al tema dell’housing, l’Italia resta il Paese la quota più bassa di edilizia pubblica e con un’edilizia sociale che non riesce a dare risposte significative alle fasce medie della popolazione – conclude Mariani -. Siamo molto indietro perché le politiche abitative sono comparse per decenni in termini finanziari, normativi e strategici. E il piano casa varato del governo non affronta la crisi abitativa italiana”.