Nuova denuncia del Tavolo Asilo e Immigrazione contro il governo sul recepimento del Patto europeo su migrazione e asilo. Nel mirino la decisione di ricorrere a un decreto-legge, inserito all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri del 4 giugno, mentre è ancora in corso l’esame parlamentare del disegno di legge già approvato dall'esecutivo nei mesi scorsi.

“Svuotato il ruolo del Parlamento”

Secondo il Tavolo, il governo sceglie ancora una volta la strada dell’urgenza nonostante abbia avuto “due anni di tempo per il recepimento delle normative europee”. Una scelta che, si legge nel comunicato, arriva dopo aver “tenuto nascosti i Piani di implementazione” e che finisce per “comprimere il dibattito democratico e svuotare il ruolo del Parlamento”.

Per le organizzazioni della rete, “il ricorso a un decreto-legge per l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo conferma una prassi ormai consolidata di intervenire su diritti fondamentali attraverso strumenti normativi che limitano il confronto pubblico e la possibilità di incidere sui contenuti delle riforme”.

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I rischi per il diritto d’asilo

Le preoccupazioni riguardano anche il merito delle misure in discussione. Il Tavolo evidenzia infatti come dai testi finora circolati emerga “il rischio concreto di un ampliamento degli spazi di discrezionalità amministrativa”, con possibili “automatismi incompatibili con il principio di valutazione individuale” delle domande di protezione internazionale previsto dallo stesso Patto Ue.

Le associazioni mettono inoltre in guardia da una possibile riduzione delle tutele giurisdizionali. “In gioco vi è il rispetto di principi fondamentali”, si legge nel documento, richiamando il diritto d'asilo, la libertà personale, la tutela della salute, la dignità delle persone e il divieto di respingimento, garantiti dalla Costituzione italiana, dal diritto europeo e dagli obblighi internazionali.

La denuncia sulla mancanza di trasparenza

Un altro punto contestato riguarda il metodo seguito dal governo. Il Tavolo denuncia “l’assenza, pressoché totale nel percorso di implementazione del Patto, di un adeguato processo di consultazione pubblica”. Secondo le organizzazioni, gli enti territoriali, la società civile e gli operatori impegnati nell’accoglienza “non sono stati messi nelle condizioni di potersi confrontare sui testi preparatori del Piano”, un documento definito “essenziale per comprendere le scelte organizzative, le tempistiche e gli impatti concreti delle misure previste” e che sarebbe rimasto finora non accessibile.

“L’assenza di trasparenza impedisce un confronto informato e limita la possibilità di valutare preventivamente le conseguenze delle nuove disposizioni”, sottolinea il comunicato.

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L'appello alle Camere

Da qui la richiesta rivolta al Parlamento di esercitare fino in fondo il proprio ruolo. Il Tavolo Asilo e Immigrazione richiama infatti deputati e senatori a “esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo e controllo”, affinché il recepimento del Patto europeo “non si traduca in un abbassamento delle garanzie costituzionali e convenzionali”.

Le organizzazioni chiedono che ogni intervento normativo venga ricondotto “entro un quadro di trasparenza e partecipazione”, assicurando che le politiche migratorie siano costruite “nel rispetto dei diritti fondamentali e non piegate a logiche emergenziali e propagandistiche”.

Per il Tavolo il principio da cui partire è chiaro: “Il rispetto dello Stato di diritto non può essere considerato un ostacolo, ma è la condizione imprescindibile per la legittimità e l’efficacia delle politiche pubbliche”.

Per il Tavolo Asilo e Immigrazione fanno parte: A Buon Diritto, Acli, Actionaid Italia, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Casa dei Diritti Sociali, Cir, Cgil, Cies Ets, Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, Commissione Migrantes Missionari Comboniani Provincia Italiana, Emergency, Europasilo, Fcei - Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, International Rescue Committee Italia, Italiani Senza Cittadinanza, Medici del Mondo, Oxfam Italia, Recosol - Rete delle Comunità Solidali, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, Simm, Uil.

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