Anna Foa, storica di rilievo, figlia di Vittorio Foa, antifascista e tra i padri fondatori della nostra  Repubblica, già docente di Storia moderna all’Università “La Sapienza” di Roma, attiva nel dibattito pubblico su Israele ed esperta di storia dell’ebraismo. Alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile pubblichiamo in podcast il suo contributo, perché forse nessuna meglio di lei può spiegarci il valore ulteriore che quest’anno assume la Festa della liberazione, in un momento in cui imperversa la guerra in Medio Oriente, un’area della quale è studiosa ed esperta.

Foa inizia col dirci che “il 25 aprile non può non essere celebrato. È stata la liberazione, la fine della guerra, e ha segnato profondamente la nostra storia. Il 25 aprile deve essere assolutamente preservato”. Sui dibattiti che ogni anno vogliono rendere la festa del 25 aprile divisiva, sottolinea che quest’anno le “ottuse polemiche” sulla presenza ai cortei della Brigata ebraica sono state evitate perché la ricorrenza cade di sabato e Shabat per gli ebrei religiosi è giorno di astensione da ogni attività. Questo però non ha impedito che molti ebrei, soprattutto gruppi di oppositori al presidente israeliano Benjamin Netanyahu, abbiano aderito alle manifestazioni o abbiano organizzato loro momenti di celebrazione. 

I fascisti di oggi

“Inoltre -dice Foa nel podcast che qui sintetizziamo–, è di nuovo riemersa la proposta della destra fascista, nella persona del presidente del Senato La Russa, di celebrare anche i militi di Salò, che è una proposta folle: sono i militi che hanno ucciso e dato la caccia ai partigiani e agli ebrei in seguito a vere e proprie norme legislative emanate dalla Repubblica di Salò nel novembre esattamente del 1943. Questo nonostante qualunque tentativo di pacificazione mi sembra un assurdo vero e proprio”.

Anche gli israeliani in questo momento hanno qualcosa di cui liberarsi, in un Paese governato da Netanyhau e nel quale però si avvertono cambiamenti: “Dal punto di vista del governo la situazione è ulteriormente peggiorata – afferma la storica –. La guerra implica sempre un peggioramento della situazione perché fra l'altro impedisce grandi di manifestazioni, impedisce una grossa opposizione. E siamo ormai alla follia vera e propria, vi è una sorta di volontà imperialistica su tutto il Medio Oriente in cui si presume di creare colonie ovunque” con il pretesto della sicurezza, basti guardare cosa accade in Cisgiordania e in Libano. 

Resistenti israeliani

“Io però insisto sempre nel dire che c'è un'opposizione in Israele, a livello della Knesset, ma  molto moderata, e un’opposizione che viene dal basso, formata da un'infinità di piccoli e grandi gruppi, di istituzioni, di ong che vedono insieme ebrei e palestinesi e cercano di buttare ponti fra i due popoli, combattendo la politica di di Netanyahu”.

Nel podcast, dopo un’analisi della situazione israeliana, Anna Foa conclude: “Io spero che, se ci saranno dei riferimenti alla situazione israeliana durante le manifestazioni del 25 aprile, siano alla necessità di appoggiare questa resistenza israeliana”.

25 Aprile, una Liberazione per molti ma non per tutti