Arriva la “tregua armata” nella vertenza Electrolux: il piano di licenziamenti viene sospeso per 50 giorni, si apre il confronto. Per le organizzazioni sindacali è un primo passo importante, ma la battaglia non è ancora vinta. Lo riferiscono Fim, Fiom e Uilm parlando ai lavoratori in presidio al Mimit, al termine del tavolo su Electrolux.

Nello specifico, si è modificato l’ordine del giorno dell’azienda, che aveva indicato 1.719 esuberi. Con il blocco di 50 giorni è stato preso un impegno politico, che le sigle valuteranno alla prova dei fatti.

De Palma: oggi li abbiamo fermati ma la battaglia continua

A illustrare la situazione è il segretario generale della Fiom, Michele De Palma.  “È stato un incontro complesso: avevamo chiesto il ritiro del piano – spiega -: l'0azienda ha accettato la proposta dei sindacati, del governo e delle istituzioni di mettere in discussione il piano e nel periodo di confronto non procederà unilateralmente”.

“Oggi loro erano pronti ad aprire la mobilità, i primi a pagare il prezzo sarebbero stati i lavoratori di Cerreto. Nell’incontro di oggi li abbiamo fermati, ma non siamo alla soluzione – specifica –: la lotta non si è conclusa e lo trasmetteremo alle assemblee. Non può essere che domani Electrolux si presenta con l’obiettivo di licenziare le persone, ma deve salvaguardare l’occupazione e gli impianti dell’elettrodomestico in Italia”, aggiunge.

Tibaldi, Fiom: piano sospeso, azienda rinuncia a procedere con licenziamenti

“Oggi Electrolux, nel corso del tavolo convocato al Mimit, ha sospeso il piano, rispondendo positivamente alla richiesta fatta dalle organizzazioni sindacali e dalle lavoratrici e dai lavoratori, sostenuta anche da tutte le Istituzioni locali”. Lo dichiara in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom e responsabile settore elettrodomestico.

Electrolux, spiega, “ha annunciato la disponibilità a discutere misure condivise, rinunciando a procedere con licenziamenti e chiusure. L’azienda si è quindi impegnata a non procedere con azioni unilaterali, condizione fondamentale per poter iniziare il confronto, pur consapevoli che non si tratta di un vero ritiro del piano”. 

Dopo le assemblee negli stabilimenti parte il confronto

È ora necessario trovare una soluzione strutturale per la salvaguardia occupazionale e per il rilancio dell’industria dell’elettrodomestico nel nostro Paese, a suo avviso, garantendo la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti di Electrolux.

“Per questo servono investimenti da parte del governo ma anche delle Regioni, in particolare per l’innovazione di prodotto.

La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha ottenuto un primo risultato. Dopo le assemblee negli stabilimenti – conclude -, con il mandato dei lavoratori, inizieremo il confronto con l’azienda”.