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Il sindacato si mette al servizio dei lavoratori, fornisce assistenza legale a 360 gradi e fa rete con l’università. È l’iniziativa della Flai Cgil di Foggia, che nell’ambito della clinica legale “I diritti dei senza fissa dimora e dei migranti” ha sottoscritto una convenzione tra il dipartimento di giurisprudenza dell’ateneo di Foggia, con una doppia finalità: creare momenti di esperienza comune tra studenti e avvocati e mostrare le difficoltà, le criticità, le situazioni in cui si trovano i braccianti che operano nel territorio. Che sono per lo più immigrati, spesso senza permesso di soggiorno, senza una casa.
“Qui i lavoratori sono per il 45 per cento stranieri, il resto sono italiani o cittadini dell’Unione europea – spiega il segretario generale della categoria dei lavoratori dell’agroalimentare di Foggia Giovanni Tarantella -. Le vertenze di cui ci occupiamo riguardano per il 70-80 per cento gli stranieri. E i casi di sfruttamento e caporalato sono all’ordine del giorno”.
Quali sono le principali esigenze dei lavoratori? Il permesso di soggiorno, innanzitutto, poi le prestazioni Inps, il riconoscimento delle giornate agricole, la cittadinanza, la residenza, il mancato pagamento della prestazione lavoratori, retribuzioni sbagliate.
“Gli studenti del corso di laurea in giurisprudenza che frequentano le nostre sedi, affiancati dai nostri avvocati, fanno esperienza di quelle che sono le difficoltà e lo stato di bisogno dei lavoratori del nostro territorio – prosegue Tarantella -. Pensiamo che in questo modo il sindacato possa contaminare i giovani futuri avvocati. Diventiamo una palestra per il domani, perché i ragazzi avranno vissuto in prima persona le speranze che queste persone ripongono nell’assistenza legale”.
Che in questo territorio non è solo importante, ma fondamentale. Siamo a due passi dal ghetto di Borgo Mezzanone, 5 mila abitanti che vivono nelle baracche di lamiera durante la stagione, ognuno con le proprie esigenze, aspettative, criticità. Spesso persone invisibili, che per lo Stato neppure esistono, non hanno un nome, non hanno diritti, niente, non sono neppure un numero.
Qui la Flai Foggia fa un lavoro di assistenza, sostegno, consulenza e accompagnamento sia nelle sedi sindacali che di recente anche nel ghetto, per favorire inclusione e integrazione, oltre alle politiche di accoglienza.
“Crediamo che la collaborazione tra il dipartimento di giurisprudenza e il sindacato possa essere positiva per studenti e lavoratori – conclude il sindacalista -, laddove i primi possono toccare con mano l’ingiustizia a cui spesso i lavoratori stranieri sono sottoposti”.






















