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Il presidio

Autonomia differenziata, una piazza per il no

Foto: Marco Merlini
Stefano Iucci
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In diretta dalle 16 la protesta per fermare un provvedimento che renderebbe il Paese ancora più diseguale a partire dalla scuola

In piazza per dire no all'autonomia differenziata e sì all'uguaglianza dei diritti. Oggi (21 dicembre) il Tavolo NO Ad – di cui fa parte anche la Flc Cgil – ha organizzato dalle 16 alle 19 un presidio di fronte al Pantheon: comitati, associazioni, sindacati, rappresentanti di partiti e parlamentari chiedono il ritiro immediato della bozza di legge Calderoli e dell’articolo 143 della legge di Bilancio.

La scuola – ma non solo: basti pensare alla sanità – sarebbe tra le più colpite da norme che, si legge in una nota della Flc Cgil, "porterebbero a un'ulteriore frammentazione del Paese che conseguirebbe ad una infausta regionalizzazione dell’istruzione".

Il rischio della frammentazione

Se realizzato, nelle 23 materie previste dall’art. 116, c. 3, il decentramento legislativo producerebbe dunque una disarticolazione della Repubblica e delle politiche pubbliche, con normative diverse, tipologie di contratti di lavoro diverse, concorrenza al ribasso sui diritti tra i territori (per attrarre investimenti al minor costo del lavoro possibile).

Foto: ELABORAZIONE DI © LUIGI INNAMORATI

L'autonomia differenziata è una sorta di mantra della destra che rispunta periodicamente ogni volta che se ne presenta l'occasione e proprio per questo non bisogna abbassare la guardia. In particolare, il governo ha recentemente predisposto nell'articolo 143 della legge di Bilancio interventi finalizzati all’accelerazione nella definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), per procedere poi speditamente con l’attuazione dell'autonomia differenziata. 

Con la scusa dei Lep

Come si legge in una nota del Tavolo NO Ad, "con questo articolo il governo cerca da un lato di aggirare le critiche che da più parti si sono levate a livello nazionale contro l’autonomia differenziata, dall’altro di strumentalizzare addirittura queste critiche, utilizzando i Lep per accelerare il processo".

Una proposta di legge

Le iniziative per fermare questa deriva non si fermano qui. Il Coordinamento per la democrazia costituzionale – insieme a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams – ha avviato una raccolta di firme per una Proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare (si può firmare qui) di modifica di parte degli articoli 116 e 117 della Costituzione – contenuti nel titolo V della Carta – che ripartiscono le diverse competenze tra Stato e Regioni tra esclusive e concorrenti. 

Una proposta di legge, come spiega Grazia Maria Pistorino, segretaria nazionale Flc Cgil, che punta a "introdurre strumenti normativi che costruiscano un sistema di equilibri tra Stato e Regioni e in cui la governance resti in mano allo Stato, che deve essere il garante dell’interesse nazionale generale. Cosa che del resto avviene anche negli Stati federali”.