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Il caso

Autonomia differenziata: Fp, necessari diritti in tutte le regioni

‘Il futuro è servizi pubblici' © Marco Merlini / Cgil Roma, 8 giugno 2019 Manifestazione nazionale unitaria dei lavoratori del pubblico impiego
Foto: Marco Merlini
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“Riteniamo sia fondamentale assicurare in tutte le regioni italiane, anche in presenza di un sistema istituzionale decentrato, i diritti fondamentali e i livelli essenziali delle prestazioni garantite dai servizi pubblici nel settore sociale, sanitario, di non autosufficienza, istruzione, sistema integrato di servizi rivolto alle famiglie e ai singoli, lavoro e ambiente”. Così la Fp Cgil in merito al percorso relativo all’autonomia differenziata che il governo sembra essere intenzionato ad accelerare.

Le priorità individuate dalla Funzione Pubblica Cgil, prosegue, “comportano quindi maggiori finanziamenti e un’adeguata campagna di assunzioni che riporti a livelli numerici utili la presenza di lavoratrici e lavoratori all’interno degli Enti e rispondere in modo adeguato all’erogazione dei servizi, per le cittadine e i cittadini. Le assunzioni non riescono a colmare il vuoto che si è creato per effetto dei numerosi pensionamenti senza che il personale, uscito per quiescenza dagli Enti, abbia avuto il tempo di trasferire l’esperienza di anni di lavoro a quello rimasto in attività. Così come i tagli ai bilanci perpetrati negli anni, hanno influito sulla continuità dell’erogazione dei servizi pubblici”.

Questa accelerazione, inoltre, riepiloga il sindacato, “si inserisce in un contesto profondamente segnato che vede Province e Città Metropolitane impegnate nell’attuazione dei programmi del Pnrr, nonostante risentano ancora degli effetti della riforma Delrio, che sugli assetti istituzionali non ha assicurato un coerente coordinamento dei territori, finalizzato a crescita e sviluppo, e la spending review, che ha inciso fortemente sulla loro fiscalità. A sette anni dalla riforma Province e Città Metropolitane non hanno ancora trovato dignità economica né gestionale”.

Infine, osserva la Fp Cgil, “il taglio del numero dei parlamentari ha determinato una minore rappresentatività dei territori e non tarderà a far sentire i suoi effetti su una dialettica politica già impoverita, come rilevato anche dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 240/2021. Quest’ultima ha di fatti bocciato le norme, pur non dichiarandole espressamente illegittime, contenute nella riforma Delrio che hanno reso il sindaco della Città metropolitana una carica non elettiva a differenza del presidente della Provincia, eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio. Auspichiamo che il governo ci convochi sulla riforma del Tuel”, conclude la Fp Cgil.