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L'anniversario

Capaci di resistere alle mafie

Davide Colella
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A trent'anni dalla strage in cui persero la vita il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ricorda l'impegno del sindacato contro ogni mafia

“Sono trascorsi trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio. Trent'anni fa la mafia ha pensato che uccidendo quelle donne e quegli uomini, simbolo della lotta a Cosa nostra e del contrasto a tutte le mafie, avrebbe messo fine a quella grande voglia di riscatto e dignità che rappresentavano per tutto il Paese. Invece si sono sbagliati: quelle idee, quei valori hanno continuato a camminare sulle nostre gambe e sono stati riferimento importante per la Cgil e per tutto il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. 

“Contrastare le organizzazioni mafiose, le loro infiltrazioni nell’economia sana del Paese - sottolinea il leader del sindacato di Corso d'Italia - significa battersi per la dignità del lavoro, per la salute e la sicurezza dei cittadini, per garantire diritti e tutele a tutte e a tutti, come dice la nostra Costituzione”. 

“La Cgil c’è, e sarà ovunque si lavorerà per contrastare le mafie e per rivendicare giustizia e legalità. È nel nostro dna battersi con atti concreti, questo è il modo migliore per onorare chi ha perso la vita nelle stragi e sostenere tutti quelli che oggi, ogni giorno, rischiano di perderla per sconfiggere la mafia nel nostro Paese. A loro - conclude Landini - un grande grazie e l’impegno certo che la Cgil continuerà a essere a loro fianco”.