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La polemica

Poste Italiane a Modena, per Slc Cgil politiche sbagliate dietro ai disservizi

Poste Italiane © Marco Merlini Roma, 3 novembre 2020 Ufficio postale
Foto: Marco Merlini
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Il sindacato a Modena denuncia i disservizi di Poste Italiane, che, secondo il sindacato, nulla hanno a che fare con l’emergenza sanitaria. È una questione di “politiche sbagliate” da parte della più grande azienda italiana, scrive Fernando Siena, segretario territoriale della Slc Cgil. La scintilla che incendia la polemica è l’ultima comunicazione rivolta dal gruppo agli utenti: “Avviso alla clientela. In orario di chiusura ore 19:05 (il sabato ore 12:35) serviremo tutti i clienti già presenti in sala e i primi quattro clienti in attesa all’esterno dell’ufficio postale”.

“Ha dell’incredibile”, si legge nella nota sindacale. “Le file si determinano per mancanza di personale, non perché c’è la pandemia, quest’ultima non c’entra nulla! Manca, a nostro avviso, un terzo del personale necessario a sbrigare la gestione operativa negli uffici del nostro territorio ed è questa la reale causa delle file a cui vengono costretti i cittadini”.

Nell’allarme lanciato da Fernando Siena, l’azienda è ben lontana dalle richieste del sindacato e di tanti cittadini, “di un servizio efficace ed efficiente, anche in virtù della pandemia che stiamo vivendo e che impone il divieto degli assembramenti. Noi ci riferiamo anche alle tante lamentele di sindaci e cittadini ed è sorprendente che Poste Italiane chieda loro di continuare a pazientare, in fila al freddo e alle intemperie, senza intervenire sui necessari potenziamenti del personale”. Fino a decidere in modo unilaterale, si legge nel comunicato, che i lavoratori in servizio debbano garantire il prolungamento dell’orario di lavoro contrattualmente previsto, scaricando ancora una volta su questi ultimi le proprie responsabilità che evidenziano con sempre maggior chiarezza la mancanza del personale”.

“Diciamo basta a questo comportamento di Poste Italiane, un’azienda con la maggioranza a partecipazione pubblica, che fa grandi profitti: dovrebbe dare segnali diversi, dovrebbe essere d’esempio al sistema delle imprese e tenere comportamenti che non contrastino le regole contrattuali”.

La Slc Cgil chiede un confronto sull’organizzazione del lavoro nel territorio e ribadisce la sua vicinanza ai lavoratori che reclamano condizioni di lavoro giuste e dignitose e ai cittadini che reclamano servizi efficienti.